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Restaurata la pala di Benozzo Gozzoli, la Madonna col Bambino e santi

da | 18 Nov 2019 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

È stato presentato a San Gimignano il restauro della pala di Benozzo Gozzoli. La “Madonna col Bambino e santi”, risalente al XV secolo, è stata rivelata sabato 16 novembre durante il convegno “La cura del patrimonio di San Gimignano” nella Sala del Consiglio nel Palazzo comunale, dopo tre anni dall’ultima apparizione (nella mostra “Benozzo Gozzoli a San Gimignano” del 2016).

L’intervento di restauro si èconcentrato sugli strati pittorici, utilizzando la tecnica del “sottovuoto localizzato” che consente il restauro in loco, quindi senza dover spostare l’opera in questione. Oltre agli strati di colore è stato restaurato il supporto della pala; i quattro assi di legno, che compongo il supporto, risultavano essere fin troppo rigidi, causando tensioni sulla superficie pittorica. Gli assi sono stati quindi sfilati e scomposti in tre sezioni longitudinali, poi ricollegati con elementi elastici, il tutto proprio per garantire una migliore stabilità e conservazione.

La “Madonna col Bambino e santi” è stata realizzata nel 1466. Il convento femminile di Santa Maria Maddalena a San Gemignano ha ospitato l’opera per molto tempo, ma nel 1810 il convento fu soppresso e sei anni dopo distrutto. All’interno del quadro ritroviamo: Sant’Agostino, Marta, Maria Maddalena e San Giovanni Battista. Proprio quest’ultimo, potrebbe essere un’allusione al committente, ovvero Battista Ridolfi, che apparteneva a una delle famiglie più ricche della città.

Alla presentazione del restauro l’amministrazione comunale ha tenuto a precisare che la cura del patrimonio artistico e storico-architettonico rappresenta una priorità. «L’impegno del Comune in questa direzione – ha spiegato il sindaco Andrea Marrucci – vedrà ben presto anche altre iniziative di rilievo in grado di rendere fruibili tutti i tesori d’arte presenti a San Gimignano».

Della stessa opinione è l’assessore alla cultura Carolina Taddei: «Siamo custodi di un inestimabile patrimonio artistico e in quanto tali sentiamo il dovere anche civico di trasmettere questo patrimonio alle generazioni che verranno».

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