Franceschini: “ Con la legge di Stabilità verso un’equiparazione generale delle politiche sul personale”. Quale?

da | 5 Nov 2019 | Arte e Cultura

“Le indennità di amministrazione sono molto differenziate da un ministero all’altro. Ai Beni culturali sono tra le più basse. E questo non è logico, perché non si può pensare che il valore di quelle voci della retribuzione sia legato alla forza contrattuale che il singolo ministro può esprimere in un dato momento. Con la legge di Stabilità puntiamo verso un’equiparazione generale”. Lo ha spiegato il ministro per i beni e le Attività culturali e Turismo Dario Franceschini nell’intervista al “Sole 24 ore”. L’obiettivo è di innescare un meccanismo virtuoso e già nella legge di bilancio i ricavi dei biglietti dei musei sono usati per politiche sul personale come per il pagamento degli straordinari che servono per garantire le apertura extra dei musei. “Con la legge di Stabilità -aggiunge ancora Franceschini- puntiamo verso un’equiparazione generale. E, poiché nei musei gli incassi crescono, si è pensato di coprire le indennità dei dipendenti dei Beni culturali con i ricavi dei biglietti”.

“Ai Beni culturali avevamo una quota di straordinari bassissima, che si esauriva subito” afferma il ministro che, sugli altri 75 milioni assegnati al cinema, sottolinea: “Si è reso necessario per via del successo del tax credit internazionale. Sono, infatti, sempre di più le imprese straniere che – coinvolgendo anche quelle italiane: questo prevede la norma – vengono a girare film o fiction qui da noi. Cinecittà era vuota e ora è sempre piena. Le risorse a disposizione sono finite, quindi abbiamo dovuto rimpinguare il fondo con 75 milioni di euro. Ed è solo per il 2020. Il problema si riproporrà per l’anno successivo”. Inoltre, se in manovra non c’è l’estensione dell’art bonus agli istituti di cultura estero, il ministro chiarisce che “non si riesce a ottenere tutto, ma si tratta di un tema che si potrà affrontare in sede parlamentare, perché coinvolge una copertura davvero limitata”.

Tra gli emendamenti del Governo al dl Ministeri presentati nei giorni scorsi, ce n’è uno, che la Ragioneria ha bollinato, che prevede che il ministero dei Beni culturali può utilizzare la società Ales nel caso non possa utilizzare il proprio personale dipendente, per svolgere attività di accoglienza e vigilanza nei musei, siti archeologici e istituti di cultura. (lo riporta Public Policy che ne ha preso visione). La proposta dovrebbe essere presentata, insieme a tutto il pacchetto dell’Esecutivo, oggi martedì in commissione Affari costituzionali al Senato. Lo stesso emendamento stanzia 5 milioni di euro per il 2019, 330mila euro per il 2020 e 25mila euro per il 2021.

Forse non è nulla di nuovo dato che oramai la “Alesizzazione” del Mibact è un dato di fatto, come più volte evidenziato dai sindacati sia relativamente alla presenza del personale di Ales negli uffici del Collegio Romano e negli Istituti periferici con punte del 50%, sia la partecipazione dello stesso personale ai corsi di formazione destinati al personale del Mibac.

Il dato più preoccupante riguarda la previsioni, oramai in scadenza, della “scopertura” di circa 3000 unità del ministero, che andranno in pensione per anzianità. L’allarme non è nuovo; l’ha lanciato il precedente ministro Bonisoli che ha stimato in almeno 4000 unità il fabbisogno, a brevissimo, di nuove assunzioni. Prima di lasciare, Bonisoli è riuscito a bandire il concorso per un migliaio di addetti alla sorveglianza e per il quale sono giunte al ministero oltre 200.000 domande da parte dei candidati. Previsioni per il completamento del concorso? 4 o 5 anni, solo per sistemare l’organico per la sorveglianza. Per il “concorsone” per 4000 unità, sempre lanciato da Bonisoli, non si vede ancora l’avvio.

E’ prevedibile un collasso delle struttura organizzativa del Mibact nei prossimi 1 o 2 anni? Oppure, con l’emendamento del Governo al dl Ministeri, che apre la strada all’utilizzo di Ales per le esigenze di personale al Mibact, si pensa di aver trovato la strada per una “toppa” facile facile?