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Agenzia Toscana promozione turistica. Ok dalla commissione al bilancio 2018

da | 28 Lug 2019 | Flash News

L’Agenzia Toscana promozione turistica incassa il parere favorevole, a larga maggioranza (astenuti Lega e Movimento 5 stelle), della commissione Sviluppo economico per il bilancio 2018. Le attività affidate all’Agenzia riguardano l’organizzazione dell’offerta diretta, la partecipazione a progetti di promozione di altri enti sia a livello nazionale che internazionale. In tale ambito, il valore della produzione ammonta a 9milioni 498mila 263 euro, i costi della produzione sono pari a 9milioni 309mila 627. Il patrimonio netto e’ pari a 2milioni 656mila 300; l’utile di esercizio si attesta invece a 128mila 138 euro.

Il bilancio è stato presentato dal direttore Francesco Palumbo, ch ha dichiarato:”l’Agenzia ha dato seguito alle azioni previste dal nuovo testo unico in materia di turismo ed ha avviato due principali strumenti operativi: la costituzione degli ambiti turistici, 28 in tutto, e prodotti turistici omogenei. Nel 2018 abbiamo avviato attivita’ soprattutto per gli agli ambiti, sono state firmate oltre 18 convenzioni. Abbiamo inoltre attivato bandi per startup pari a 85mila euro”. Nel corso del 2018 sono state realizzate 51 azioni specifiche di cui 39 di tipo promozionale classico, 12 di tipo trasversale con il coinvolgimento di 686 operatori regionali”.

Sul fonte partecipazione, l’Agenzia e’ stata coinvolta in 11 fiere, che hanno interessato 147 soggetti, 28 seminari con 491 imprese partecipanti. Le azioni di destinazione sono state 12 per 48 operatori. L’obiettivo strategico del 2018 e’ stato la definizione di itinerari e prodotti innovativi: “Rispetto alle mete consolidate, si sono proposti luoghi alternativi per distribuire meglio i flussi – ha spiegato il direttore – E’ stato inoltre creato il progetto ‘Toscana con itinerari d’autore’ e quello ‘Etruschi popolo contemporaneo’ che ha coinvolto 39 comuni della regione”. “Continueremo a investire in questo secondo progetto che consideriamo un cantiere di narrazione identitaria”, ha concluso Palumbo.

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