fbpx

Un anno di restauri e nuove scoperte. Riapre la Cripta di San Sepolcro a Milano

da | 23 Lug 2019 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Foto: Cripta di San Sepolcro

I lavori per il restauro della Chiesa ipogea di San Sepolcro, iniziati nel 2018, sono stati condotti dalla Soprintendenza di Milano, grazie al finanziamento di 1 milione di euro del Ministero per i Beni e le Attività culturali, in stretta collaborazione con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Milano recupera un altro importante bene storico architettonico del suo patrimonio culturale, con il completamento del restauro della chiesa ipogea di San Sepolcro. La chiesa fu fondata nel 1030, quando il monetiere Rozzone fece erigere sull’antico foro romano una chiesa che l’arcivescovo Ariberto d’Intimiano consacrò solennemente alla Santissima Trinità. Nel 1100, dopo la riconquista di Gerusalemme, l’arcivescovo di Milano Anselmo IV da Bovisio cambiò la dedicazione in chiesa del Santo Sepolcro, per la presenza nella sua parte sotterranea della copia del sepolcro di Cristo; secondo la tradizione, all’interno del sepolcro, venne posta la terra prelevata dai Crociati a Gerusalemme e altre reliquie provenienti dai luoghi santi.

I lavori di restauro, hanno portato al rinvenimento delle decorazioni medioevali e degli affreschi, occultati da intonaci successivi, tra cui il ciclo decorativo a stelle ed elementi vegetali sulle volte del presbiterio, databile alla fine del Duecento. Dopo i preliminari interventi di deumidificazione accompagnati da saggi esplorativi delle superfici, compiuti dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, dai millenari ambienti riemergono ora, in seguito all’ultimo restauro, mirabili affreschi e decorazioni, come il ciclo ornamentale a stelle ed elementi vegetali sulle volte del presbiterio, databile alla fine del Duecento. Questa estesa superficie costituisce un importante motivo, ricorrente specialmente nelle architetture monastiche del XIII e XIV secolo, qui caratterizzato da una inedita freschezza, varietà e ricchezza di forme. Le stelle fitomorfiche, con palmette e raggi a fiamma di candela, si espandono a occupare lo spazio delle volte, mentre in altre zone si estendono in modo più regolare a tappeto.

Accanto al sacello del Santo Sepolcro, è ricomparsa, sulla volta a sinistra, l’immagine, racchiusa in un tondo, a monocromo rosso, dell’Angelo (forse rappresentazione dell’Arcangelo Michele), che annuncia la Resurrezione, legato ai riti dell’accensione del cero nelle veglie pasquali e nelle processioni che partivano da San Sepolcro per dirigersi in Duomo.

Sono stati restaurati inoltre gli affreschi, quasi del tutto poco visibili per i depositi di sali superficiali dovuti alla presenza di forte umidità e condensa, tra cui le due bellissime e intense crocifissioni (una nella scala a scendere, l’altra trecentesca nel presbiterio), le tre figure in piedi di Maddalena, Giovanni Battista ed Elena, la madre di Costantino (o forse santa Caterina d’Alessandria) e La cena in Casa di Simone nell’ala sinistra del presbiterio, gli affreschi cinquecenteschi della Madonna di Loreto e La Madonna e Santi Rocco e Giovanni Battista nell’atrio e gli stucchi e decorazioni seicentesche dell’abside con raffigurati gli strumenti della passione.

“Oggi avviene qualcosa di eccezionale, con la fine del restauro di una struttura che ha centinaia di anni: queste pietre sono state calpestate da Sant’Ambrogio, Sant’Agostino ed era uno dei luoghi piu’ cari a Leonardo Da Vinci”, afferma il ministro per i Beni e le attivita’ culturali Alberto Bonisoli, presente insieme al Segretario Generale del Mibac Giovanni Panebianco, ieri pomeriggio, all’inaugurazione della nuova cripta. Dai disegni di Leonardo, precisa Bonisoli, “abbiamo scoperto che la cripta e’ rimasta, per piu’ di un millennio di storia, intatta e inalterata. E, dopo oltre mezzo secolo, riapre un luogo magico, ricco di storia e bellezza”.

Cita San Carlo Borromeo, il sindaco di Milano Giuseppe Sala parlando di un luogo eretto “nell’ombelico della citta’”, dove “affreschi e straordinarie decorazioni riportati alla luce con i lavori non solo vanno ad arricchire il racconto della Milano antica, ma confermano quanto la nostra sia citta’ d’arte, storia e cultura”.

Clicca sul banner per leggere Territori della Cultura