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“Il novecento a Ischia”. Cento scatti per cento anni

da | 9 Lug 2019 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Foto:1)Anna Magnani in Suor Letizia set. Ischia, 1956; 2) Inaugurazione Ospedale Anna Rizzoli, 1962; 3) Giorgio Buchner scopre la Coppa di Nestore; 4) Terme di Santa Restituta.

A Villa Arbusto di Lacco Ameno sono esposte fino al 30 settembre cento fotografie, la maggior parte in bianco e nero, che raccontano la storia del Novecento dell’ “Isola Verde” fra paesaggio, ospiti e cittadini illustri, tradizione e innovazione. Organizzata nell’ambito del programma di valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale “Campania By Night” in collaborazione con il Comune di Lacco Ameno, la Soprintendenza archeologica speciale della Campania e la Scabec regionale, offre al turista la possibilità di conoscere Ischia come era in passato e come è cambiata in cent’anni. La mostra è stata aperta il 28 giugno in concomitanza con il Premio Internazionale di Giornalismo voluto nel lontano 1980 dal giornalista Giuseppe Valentino. Presentato nella Sala Consiliare del Comune di Ischia, venne vinto “per la coerenza intellettuale e l’indipendenza” da Indro Montanelli direttore de “il Giornale”.

E proprio dal ricchissimo archivio fotografico di Valentino che conserva dodici mila immagini fra fotogiornalismo, scatti d’autore, ritratti di sconosciuti e di personaggi del jet set internazionale che vengono le foto selezionate per la rassegna. Che si snoda negli ambienti che si aprono lungo il pergolato del Museo Archeologico in un paesaggio favoloso dalla vegetazione lussureggiante, di fronte il promontorio di Monte Vico, il sito dell’acropoli di “Pithecusae”, sullo sfondo il mare e in basso la piazza di Santa Restituta di Lacco Ameno dominata dalla Chiesa e dal lussuoso Albergo della Regina Isabella che oggi fa da sfondo alla cerimonia di premiazione dei vincitori del premio.

Villa Arbusto, il toponimo è ricordato in un documento della fine del Seicento, situata in una posizione incantevole, prima di essere acquistata nel ’52 da Angelo Rizzoli il cui nome si lega in modo indissolubile al lancio turistico di Ischia, ha subito nel tempo vari passaggi di proprietà. Dal Duca di Atri don Carlo Acquaviva che nel 1785, lì dove era la ”masseria dell’arbusto” costruì un casino di campagna, l’attuale villa con un grande giardino retrostante, è passata all’inizio dell’Ottocento, spentasi la linea maschile degli Acquaviva, alla famiglia Biondi di origine napoletana, poi ad altri proprietari per essere acquistata infine nel 1952 dall’editore e produttore cinematografico Angelo Rizzoli che ne fece la propria residenza privata. Rizzoli, editore, produttore cinematografico, mecenate, innamorato di Lacco Ameno, con la ricostruzione delle famose Terme, la costruzione degli alberghi Regina Isabella, Sporting e Reginella e la sistemazione della piazza di Santa Restituta, trasformò in modo radicale la fisionomia di un paese di pescatori e contadini in una località turistica di richiamo internazionale.

Alla morte di Rizzoli nel ’70 (era nato a Milano nel 1889), la Soprintendenza Archeologica per le province di Napoli e Caserta, che da anni era alla ricerca di uno spazio dove esporre al pubblico i risultati degli scavi eseguiti fin dal ’52 nell’ambito del più antico insediamento greco del Mediterraneo, tornò alla carica. E così, essendo stata messa in vendita dagli eredi Rizzoli, grazie al concorso di Provincia e Regione, Villa Arbusto, venne acquistata dal Comune per farne la sede del Museo, un centro studi e un giardino pubblico. Un vasto immobile di 12 mila mq con l’edificio principale, le sue dipendenze e il parco. Un giardino conosciuto in antico per la sua rigogliosa vegetazione che Rizzoli aveva fatto rinascere chiamando da Capri il giardiniere Alberto Cosentino, dedicandolo alla moglie Anna. L’ambizioso progetto del “Museo Archeologico di Pithecusae” ospitato nell’edificio principale del complesso vide la luce però solo molti anni dopo, nel 1999. Vi sono esposti oltre mille reperti, che illustrano in otto sale la storia dell’Isola d’Ischia dalla preistoria all’età Romana. Ma entrando un doveroso omaggio all’imprenditore Angelo Rizzoli, al suo rapporto di amore con Ischia e agli anni d’oro dell’isola in cui arrivano divi, presidenti e personaggi di caratura internazionale. Da Esther Williams a Federico Fellini, a Anita Ekberg, Totò, Peppino De Filippo, John Wayne…

Alla storia dell’antica “Pithecusae”, fondata nel secondo quarto dell’VIII sec. a. C. da Greci provenienti dall’isola di Eubea, uno stanziamento che ha giocato un ruolo di primaria importanza per la nascita della civiltà della Magna Grecia, alla storia delle straordinarie scoperte archeologiche raccontata dai reperti legati al nome di Amedeo Maiuri e di Giorgio Buchner, si accompagna un’altra storia quella del Novecento a Ischia, breve e intensa, un periodo di profonde trasformazioni di cui è testimone la fotografia. Le immagini del primo Novecento rappresentano una comunità ancora rurale, in cui l’economia si basa soprattutto sul commercio del vino. Nel 1901 nei sei comuni isolani si contavano circa 27mila abitanti, ma negli anni Dieci fu si registra una forte emigrazione verso le Americhe soprattutto dopo la terribile alluvione che aveva colpito Casamicciola già devastata dal terremoto del 1873. Una foto documenta la visita del Re Vittorio Emanuele III. Agli inizi del secolo il turismo è agli albori ed è riservato alle famiglie benestanti, i bagni di mare sono privilegio dei ricchi e dei nobili. Del resto fino agli anni Venti la maggior parte della classe media non era mai andata al mare. Sorge allora la prima litoranea Lacco – Casamicciola e vengono costruiti i primi grandi alberghi. Tra i frequentatori del Lido di Ischia c’è nel 1920 il Presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti. Col regime viene incentivato il turismo termale. Nel ’24 Mussolini arriva nel porto di Ischia con un idrovolante e nel Salone delle Terme esalta il valore delle cure termali e preconizza il futuro turistico dell’isola che nel ’39 viene tutelato da una legge speciale. Negli anni Trenta si assiste alla realizzazione di un vasto programma di opere pubbliche. Casamicciola Terme è uno dei primi comuni in Italia a ottenere il riconoscimento di Stazione di Cura e Soggiorno. Nel ’34 arriva a Ischia il Principe di Piemonte Umberto II il futuro “Re di maggio”. E aumentano i turisti. Ma l’isola viene utilizzata anche come confino per i dissidenti. E’ il caso di Nello Rosselli e di Curzio Malaparte. Un “esilio” che si perpetua nel dopoguerra quando nel luglio del ’45 giungono a Forio Rachele Mussolini e i figli Romano e Anna Maria. Nell’immediato dopo guerra l’isola è ancora legata ai mestieri tradizionali, ma il domani è affidato allo sviluppo turistico. Aumentano i posti letto in pensioni, alberghi e locande. Negli anni cinquanta la svolta definitiva dall’economia agricola all’economia delle vacanze e del fascino, della seduzione, dell’eleganza, del “glamour” si direbbe oggi. Luchino Visconti compra la villa “La Colombaia” dove è sepolto e il musicista Sir William Walton acquista “La Mortella” trasformandola in uno dei più bei giardini d’Europa. E’ del ’51 la posa del primo cavo elettrico sottomarino, del ’58 del primo acquedotto sottomarino che assicurano il fabbisogno elettrico e idrico dell’intera isola.

Nel ’56, per iniziativa di Rizzoli, viene inaugurato l’Hotel della Regina Isabella e l’anno dopo si apre la funivia che collegava il porto con il Montagnone. E inizia la stagione delle miss. Il 30 agosto del ’59 a Ischia si tiene la ventesima edizione di Miss Italia organizzata da Enzo Mirigliani. Ma non c’è solo Rizzoli, grande innamorato di Ischia, che acquista le Terme di Lacco Ameno a spingere sul pedale dello sviluppo, c’è anche l’imprenditore milanese Gaetano Marzotto che costruisce l’Hotel Iolly. E arrivano i mitici anni Sessanta, l’età d’oro del mondo dello spettacolo. Se nel ’57 Charlie Chaplin sbarca al cinema Reginella di Lacco Ameno per la proiezione in anteprima mondiale del suo film “Un Re a New York”, nel ’62 la 20th Centuty Fox gira a Ischia il colossal “Cleopatra” con Richard Burton e Liz Taylor. Un’atmosfera magica che si riassume nella voce di Ugo Calise, il cantante ischitano per eccellenza che sussurra “Na voce , na chitarra e ‘o poco ‘e luna”.

Isola di Ischia, Lacco Ameno – Villa Gingerò Villa Arbusto. Orario: dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 18.30, fino al 30 settembre 2019. Informazioni: www.campaniabynight.it

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