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La Farnesina annuncia il rientro in Italia del “Vaso di fiori” di van Huysum

da | 1 Lug 2019 | Arte e Cultura

Il dipinto intitolato “Vaso di fiori” del pittore olandese Jan van Huysum, trafugato dalla Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, sarà restituito alla Galleria di Palazzo Pitti a Firenze. È quanto si apprende da una nota ufficiale diffusa pochi giorni fa dalla Farnesina in cui viene dichiarato che “grazie alla stretta cooperazione fra i due ministri Heiko Maas ed Enzo Moavero – i ministri degli Esteri rispettivamente della Germania e dell’Italia- il quadro, uno dei lavori più importanti del maestro olandese, può ora tornare al posto che gli era stato assegnato, quasi due secoli fa, dal Gran Duca di Toscana Leopoldo II della casa di Lorena”. La data della riconsegna ufficiale ancora non è stata stabilita, ma per tale occasione – fa sapere sempre la Farnesina – sia Maas che Moavero si recheranno congiuntamente a Firenze.

“Finalmente il Vaso di fiori di Jan van Huysum torna a casa sua, dopo 75 anni. Questo capolavoro è un tassello fondamentale nella collezione delle nature morte di Palazzo Pitti, nota per essere unica al mondo sotto il profilo della ricchezza e della varietà geografica delle opere”, ha affermato Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, dopo la diramazione del comunicato della Farnesina. Già lo scorso gennaio Schmidt aveva richiesto, appellandosi alle istituzioni italiane e tedesche, che il dipinto tornasse al più presto in Italia ed in segno di protesta ne aveva esposto nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti una copia fotografica in bianco e nero con la scritta “Rubato!” in italiano, tedesco e inglese, dichiarando che sarebbe stata rimossa solo dopo il ritorno dell’originale.

Il processo di restituzione, lungo e laborioso, ricorda il Mibac, in una nota, “ha ricevuto un’accelerazione grazie all’opera di diplomazia culturale tessuta tra l’Italia e la Germania, portata avanti attraverso le diverse interlocuzioni che il ministro per i beni e le attività culturali ha avuto a Venezia, prima, con il ministro per la politica estera culturale della Repubblica federale tedesca, Michelle Müntefering, e a Roma, in seguito, con la ministra tedesca incaricata per la Cultura e i Media, Monika Grütters”. Fondamentale è stato anche il lavoro svolto sia dal Comitato integrato per il recupero e la restituzione dei beni culturali sia dalla Procura di Firenze, la quale ha permesso di ricostruire le modalità di acquisto e di fuoriuscita del quadro dal territorio nazionale.

Il “Vaso di fiori” è appartenuto alle collezioni di Palazzo Pitti fin dal 1824, anno in cui fu acquistato dal granduca Leopoldo II per la Galleria Palatina appena fondata. Per oltre un secolo restò esposto nella sala dei Putti, insieme ad altre nature morte realizzate dai massimi artisti olandesi del ‘600 e ‘700, tra i quali Rachel Ruysch e Willem van Aelst. Nel 1940, all’inizio della guerra, il quadro venne portato nella villa medicea di Poggio a Caiano. Nel 1943 fu spostato nella villa Bossi Pucci, sempre a Firenze, fino a quando nel 1944 i militari dell’esercito tedesco in ritirata lo prelevarono insieme ad altre opere per trasferirlo a Castel Giovio, in provincia di Bolzano. Il dipinto finì poi in Germania, dove se ne persero le tracce. Ricomparve solo decenni più tardi, nel 1991, poco dopo la riunificazione tedesca; da allora vari intermediari hanno tentato più volte di mettersi in contatto con le autorità italiane per restituirlo dietro compenso. Tali episodi hanno portato la procura di Firenze ad aprire un’indagine per estorsione.

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