In antica Mesopotamia nuovi scava curati dalla missione italiana dell’Universita’ di Udine

da | 25 Giu 2019 | Conservazione e tutela, News

Dario III

Prenderanno il via a breve due nuove campagne di scavo nei siti archeologici di Gir-e Gomel/Gaugamela e Faideh nella regione di Duhok, nel Kurdistan Iracheno settentrionale, nell’ambito del progetto archeologico regionale Terra di Ninive dell’Universita’ di Udine. Lo annuncia l’ateneo. La missione archeologica nell’antica Mesopotamia settentrionale, guidata dal professor Daniele Morandi Bonacossi, e’ presente dal 2012. Ora a sostegno della nuova campagna di scavi interverra’ anche ArcheoCrowd srl, societa’ che promuove la ricerca archeologica degli atenei, con cui l’Universita’ ha sottoscritto un accordo attuativo per il sostegno ad attività di ricerca scientifica nel campo del patrimonio culturale firmata nel 2018, è volto a sostenere le imminenti campagne di scavo del Progetto Terra di Ninive nel Kurdistan iracheno settentrionale. Si tratta – afferma Andrea Zannini, direttore del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Universita’ friulana – di un accordo unico nel suo genere in Italia, tra pubblico e privato, a sostegno della ricerca archeologica. Gli scavi – spiega l’ateneo – riguarderanno il sito di Gir-e Gomel, l’antica Gaugamela, dove nel 331 a.C. Alessandro Magno sconfisse l’esercito di Dario III facendo crollare l’impero persiano, e quello di Faideh fondando un nuovo impero che si sarebbe esteso dalla Macedonia alla Valle dell’Indo in Pakistan. Qui nel 2012, ricorda Morandi Bonacossi, “lungo le sponde rocciose di un canale, fatto scavare alla fine dell’VIII secolo a.C. da un sovrano assiro per irrigare l’entroterra della capitale, Ninive, abbiamo rinvenuto nove straordinari rilievi rupestri che da allora attendono di essere scavati, documentati, conservati e valorizzati in un’ottica integrata, che miri non solo a raccogliere nuovi importanti informazioni scientifiche, ma anche – conclude – a salvare l’eccezionale patrimonio culturale del Kurdistan iracheno e ad attivare nuovi circuiti culturali e turistici che attraggano il turismo locale e internazionale nella regione”. (Ansa)