Prima Zecca d’Italia diventerà un polo culturale polifunzionale

da | 20 Giu 2019 | Arte e Cultura

La riqualificazione e il recupero dello storico edificio romano che ha ospitato la prima “Zecca d’Italia” è diventato ieri una realtà grazie al progetto di valorizzazione presentato dal gruppo guidato dallo Studio Atelier(S) Alfonso Femia che si è aggiudicato il primo premio del concorso internazionale bandito dal Poligrafico e Zecca dello Stato lo scorso marzo 2018.

Il progetto di riqualificazione prevede la nascita di un polo culturale, unico nel suo genere, a vocazione museale, per custodire al meglio le risorse artistiche del patrimonio nazionale numismatico e la sezione di archeologia industriale. Ma sarà al contempo un luogo di formazione e promozione per i “mestieri d’arte”, più accogliente per la preziosa tradizione della Scuola dell’Arte della Medaglia, attiva nell’edificio sin dall’inaugurazione, nel 1911.

Il primo obiettivo è quello di riqualificare e ristrutturare l’edificio esistente, nel pieno rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, tutelandone i caratteri originari risalenti alla prima metà del Novecento. Con uno sguardo però rivolto al futuro grazie all’utilizzo di innovativi materiali capaci di rivitalizzare spazi ricchi di storia e valore, un contributo alla crescita della qualità del contesto cittadino e sociale dello storico Rione Esquilino.

Il progetto combina infatti tradizione e innovazione attraverso il restauro in chiave contemporanea dell’edificio, in accordo con una riutilizzazione funzionale degli spazi interni, rispettando la salvaguardia degli elementi identitari che caratterizzavano l’impianto volumetrico esistente e il carattere industriale degli ambienti, per dare adeguata dimora alle grandi macchine per la lavorazione delle monete e al sistema impiantistico a vista che il progetto mantiene intatto.

“La combinazione dell’attività industriale con quella della produzione artistica – ha commentato in una nota Paolo Aielli, Amministratore Delegato del Poligrafico e Zecca dello Stato – è effettivamente l’elemento che ha ispirato la nascita della prima ‘Zecca d’Italia’ agli inizi del Novecento e che caratterizza ancora oggi il nostro lavoro. L’edificio è particolarmente importante per la collettività cittadina e per la nostra cultura in generale, perché rappresenta uno degli elementi fondanti ed unificanti dell’identità del nostro Paese. Ieri come avevamo promesso non più di un anno fa, siamo riusciti a rendere concreto un progetto di recupero e valorizzazione che restituisce ai cittadini, alle associazioni di quartiere e a tutta la città un patrimonio di inestimabile valore storico e culturale. E siamo particolarmente orgogliosi di questo perché si tratta di un progetto pubblico, finanziato interamente da un’azienda pubblica, un aspetto che attribuisce, a nostro avviso, un valore aggiunto all’intera operazione immobiliare”.

“Riqualificare gli spazi della città significa restituire ai cittadini luoghi di aggregazione, di confronto culturale e sociale – ha aggiunto la sindaca di Roma Virginia Raggi -. È questo l’obiettivo del recupero di un complesso importante come la Zecca d’Italia nel quartiere Esquilino. Lo si fa attraverso un concorso di progettazione, una procedura fondamentale per quest’Amministrazione perché permette di scegliere il migliore progetto tramite bando pubblico. Quest’operazione si inserisce in un tessuto urbano in trasformazione, un’area su cui l’Amministrazione sta portando avanti un intervento di riqualificazione complessiva degli spazi e dei luoghi. Alcuni esempi sono il recupero del cinema Apollo, la riqualificazione di piazza Vittorio e la nuova valorizzazione di piazza dei Cinquecento”.

Le funzioni del nuovo complesso edilizio prevedono uno spazio museale per mostre temporanee, un centro convegni, un centro di artigianato di qualità, un centro servizi culturali, una biblioteca con archivio storico, i nuovi laboratori per i giovani talenti della Scuola dell’Arte della Medaglia (Sam), un bookshop con caffetteria e una foresteria.