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L’arte italiana del restauro per i 2 capolavori di Giotto e Raffaello

da | 20 Giu 2019 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

La Cappella Bardi, monumento dell’arte fiorentina del primo Trecento, occupa una posizione speciale nel percorso artistico di Giotto e costituisce una delle sue ultime opere. La cappella ha sofferto vicende conservative tormentate e ha una rilevanza particolare nel processo che segna la nascita della grande tradizione italiana del restauro.

I Bardi, a capo di una delle compagnie medievali più potenti d’Europa, scelsero Giotto per decorare con le Storie di San Francesco la cappella di cui avevano il patronato nella basilica di Santa Croce, a Firenze. A 70 anni dall’ultimo intervento sull’opera ne è oggi necessario uno nuovo, essenziale per la conservazione e per l’approfondimento della tecnica dell’artista.

Il restauro, che durerà tre anni, è stato affidato dall’Opera di Santa Croce all’Opificio delle Pietre Dure e avrà il sostegno decisivo dell’Associazione per il restauro del Patrimonio Artistico Italiano (ARPAI) e della Fondazione CR Firenze, oltre che del ministero per i Beni e le Attività Culturali.

L’Opificio delle Pietre Dure, in anni recenti, ha condotto un approfondito lavoro di ricerca sull’opera di Giotto nelle Cappelle Bardi e Peruzzi. L’analisi dello stato di conservazione ha messo in evidenza criticità che riguardano sia l’intonaco che la pellicola pittorica.

È prevista una prima fase di campagna diagnostica, che sarà avviata immediatamente, e il successivo restauro conservativo articolato su più fasi che verrà ampiamente documentato. Le indagini verranno eseguite utilizzando le più recenti strumentazioni opto-elettroniche e verranno programmate in differenti momenti dell’intervento.

Inoltre, dopo quattro anni di intenso lavoro, è giunto al termine il restauro del Cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello Sanzio, conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

Il progetto di restauro e valorizzazione e il nuovo allestimento, in cui l’opera verrà inserita, saranno mostrati il 27 marzo con l’evento espositivo “Il Raffaello dell’Ambrosiana. In Principio il Cartone”. Ieri mattina la presentazione in anteprima con Marco Ballarini, prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Stefano Boeri, progettista e curatore dell’allestimento, Giovanni Gorno Tempini, presidente della Fondazione Fiera Milano, Maurizio Michelozzi, direttore gruppo di restauro, Antonella Ranaldi, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano, Alberto Rocca, direttore della Pinacoteca Ambrosiana.

Fondazione Fiera Milano, partner ufficiale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana per il biennio 2018-2019, contribuirà a sostenere le attività promozionali del Cartone di Raffaello, completamente restaurato, così come quelle di valorizzazione del patrimonio leonardesco dell’Istituzione, realizzate in occasione del V Centenario della morte del genio fiorentino.

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