La Cassazione con il verdetto 24890 ha confermato le multe per 700 diciottenni di Caltanissetta che hanno acquistato telefoni cellulari invece di libri utilizzando il bonus cultura. Sopratutto la Cassazione ha stabilito che anche i giovani sono colpevoli in quanto “hanno legittimamente ricevuto” il vaucher ma lo hanno “illecitamente speso”; colpevoli anche i commercianti che hanno accettato il bonus cultura per la vendita dei telefonini. I ragazzi dovranno ora pagare una sanzione amministrativa tra i 5000 ed i 25000 euro “la somma indebitamente percepita” non supera i 4mila euro.

Rischia addiritura il carcere un commerciante di Caltanissetta che oltre ai telefonini aveva venduto anche pc ed altro hardware ai giovani pagati sempre con il bonus cultura. Il reato e’ quello di “indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”; la Guardia di Finanza ha infatti sequestrato beni mobili e immobili, e conti bancari fino a raggiungere la somma di 317mila euro, pari ai bonus incassati. Lo scorso 27 dicembre, il commerciante ha sostenuto in Cassazione che occorre accertare se la riscossione delle somme è avventa “in un unico momento” per un importo superiore ai 4000 euro. Solo in tal caso l’illecito amministrativo integra il reato con annesso rischio di condanna alla reclusione da sei mesi a tre anni. Diversamente se i bonus cultura e quindi le “erogazioni pubbliche” sono state percepite in piu’ ‘rate’, inferiori ciascuna alla soglia dei 4mila euro, allora il commerciante dovra’ pagare piu’ multe quale somma di una serie di illeciti amministrativi, escludendo la componente penale. In un caso o nell’altro, caro è costato.