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Certosa di Trisulti: revoca Mibac della concessione per irregolarità dopo l’inchiesta di Report

da | 3 Giu 2019 | Arte e Cultura

Nella foto: sulla sinistra una vista della Certosa di Trisulti; sulla destra il politologo Steve Bannon.

Niente requisiti, nessuna comprovata esperienza né personalità giuridica e per giunta non pagavano neanche l”affitto’: il Mibac chiude i millenari portoni dell’Abbazia di Trisulti all”accademia del sovranismo’ di Steve Bannon. Il ministro M5s Alberto Bonisoli, visto il parere dell’Avvocatura di Stato, ha fatto sapere di aver avviato l’iter di revoca della concessione dell’antica certosa in provincia di Frosinone alla fondazione ‘Dignitatis Humanae Institute’ (Dhi), vicina all’ex braccio destro di Donald Trump.

L’obiettivo della fondazione, guidata dal britannico Benjamin Harnwell, era appunto quella di ospitarvi una scuola internazionale di formazione politica di impronta sovranista. Ma dalle ispezioni del Mibac sono emerse numerose mancanze di requisiti e inadempienze: la fondazione, tanto per cominciare, non aveva tra i suoi scopi statutari la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, né, nel quinquennio precedente, aveva avuto alcuna esperienza nella gestione di un immobile culturale.

E poi mancavano il pagamento del canone di concessione, né la fondazione aveva onorato gli obblighi di manutenzione, custodia e vigilanza: “Procedere con la revoca è un atto dovuto – ha affermato il sottosegretario Gianluca Vacca – Non c’entrano le opinioni politiche, ma il rispetto della legalità”.

Esultano intanto i comitati locali, che avevano organizzato due marce e una petizione al Mibac contro la concessione, esultano le autorità della Regione Lazio – il governatore Nicola Zingaretti aveva scritto tempo fa al ministro contro le “formazioni politiche apertamente xenofobe” nell’antica abbazia – ed esulta la sinistra di Nicola Fratojanni, che aveva presentato nei mesi scorsi una interpellanza al governo e che oggi parla di “vittoria della legalità e del buonsenso”.

Nel frattempo Articolo 21 riferisce in una nota che la mattina del 31 maggio “la redazione di Report ha avuto una visita inaspettata: un funzionario Digos si è presentato di buon ora chiedendo di poter entrare nella palazzina della Rai per un mandato di perquisizione ma senza voler spiegare in un primo momento per quale inchiesta o autore . Grazie alla fermezza della redattrice presente che non ha dato l’autorizzazione alla vigilanza e alla pronta risposta di Fnsi e Usigrai che si sono mobilitati, avvertendo l’amministratore delegato Salini e facendo circolare la notizia su twitter, all’arrivo dei responsabili della redazione il mandato si è rivelato essere solo mirato all’acquisizione di documentazione” (La stessa giornalista di Report Elisa Marincola, ha poi precisato che l’intervento presso la redazione è stato della Polizia giudiziaria su disposizione della procura della Repubblica di Frosinone per acquisire della documentazione e non della Digos, ndr).

“Ad interessare gli investigatori i documenti che hanno portato l’inviato Giorgio Mottola a realizzare l’inchiesta su Steve Bannon e la certosa di Trisulti, andata in onda lo scorso 29 aprile. Nell’inchiesta “Tu vuo’ fa’ l’americano”, Report aveva evidenziato tutte le anomalie e le incongruenze nei documenti presentati al Ministero dei Beni Culturali dall’associazione di Steve Bannon e Benjamin Harnwell Dignitatis Humanae Institute, che si era assicurata la concessione della gestione del monastero del 1200, dove aveva dichiarato di voler organizzare una scuola di formazione politica sovranista e anti papa Bergoglio”, come afferma Articolo 21.

La vicenda nasce nel 2017 – ministro era Dario Franceschini per il Pd – con una procedura di affidamento che nel febbraio dell’anno successivo si era conclusa con la concessione (100 mila euro l’anno per 19 anni) alla Dhi. Il ministro Bonisoli, in realtà, già alla fine dello scorso marzo aveva preso le distanze, definendo il progetto “lontano anni luce dalla mia sensibilità” e confermando che il ministero aveva avviato approfondimenti. “Quando siamo arrivati noi – ha ribadito oggi Vacca – i giochi erano fatti”.

“È un importante passo avanti – hanno commentato i parlamentari pentastellati della commissione Cultura – Continueremo a seguire da vicino le sorti della Certosa finché non sarà gestita a beneficio effettivo della comunità e sulla base di valori di solidarietà e democrazia”. Sulla stessa linea il presidente del Consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini, ‘pezzo forte’ del Pd ciociaro: “Liberata da rapporti dannosi – ha detto – torni a essere patrimonio di tutti”.

Qualche proposta la lancia Daniela Bianchi, portavoce della rete anti-Bannon ‘Comunità Solidali’: “Una scuola di formazione sui beni culturali, un centro di ricerca sulle medicine officinali, un luogo d’accoglienza per i pellegrini. Bisogna subito aprire un tavolo con la Regione e il ministero per un progetto”. Magari coinvolgendo anche il Vaticano “per far tornare una piccola comunità monastica” (è rimasto solo un anziano frate) lì dove ha risieduto fin dall’anno Mille.

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