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I carabinieri riportano a Venezia il crocifisso rubato da Goering

da | 31 Mag 2019 | Arte e Cultura

Dopo un lungo restauro il crocifisso del XIV secolo torna nella Chiesa di San Simon a Venezia dove era stato sottratto dalle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale. Il “Cristo crocifisso con la Vergine e San Giovanni ai lati ed un Angelo con globo in mano in alto” e’ stato dipinto tra il 1335 e il 1345 ed è attribuito a un pittore veneziano del secondo quarto del XIV secolo. La tavola, alta 280 centimetri e larga 250, fu trafugata durante il secondo conflitto mondiale per ordine del gerarca nazista Hermann Goering. L’opera è stata recuperata in Germania nel 2013 dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. Dopo essere stato sottratto sembra che il crocifisso sia transitato per Firenze: il capoluogo toscano era uno degli ‘snodi’ del traffico di opere d’arte trafugate dai nazisti prima e durante la seconda Guerra mondiale, con la collaborazione di antiquari locali. Il Comando Carabinieri Tpc lo ha rintracciato sei anni fa nella casa d’aste Lempertz di Colonia riportandolo in Italia nel febbraio 2013. Il crocifisso è entrato a far parte del progetto di restauri “Restituzioni” promosso da Intesa San Paolo. L’opera e’ stata restaurata da Milena Maria Dean, con la direzione di Amalia Donatella Basso della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia: “Di fronte al successo di una simile operazione investigativa, minuziosa e precisa, posso solo inviare il mio più sentito ringraziamento, anche a nome di tutti i Veneti e dei Veneziani in particolare, ai Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale per aver restituito a Venezia questo simbolo della Fede, della storia e della cultura dei Veneti. Uomini in divisa lo avevano sottratto con sfregio per farne omaggio a un folle gerarca nazista come Goering – ha aggiunto il governatore – oggi altri uomini in divisa, ma a noi familiari e cari, sono riusciti a ritrovarlo in Germania per riportarlo nella sua collocazione di secoli dove potrà essere nuovamente venerato dai fedeli e ammirato da tutti gli appassionati d’arte e i visitatori che ogni giorno arrivano a Venezia. Non possiamo che provare ammirazione per i Carabinieri che non solo ogni giorno, insieme alle altre forze dell’ordine, garantiscono la sicurezza del nostro territorio dalla prepotenza dei delinquenti di oggi ma anche sono professionalmente specializzati per sanare i danni causati al nostro straordinario patrimonio culturale dalle efferatezze di ieri”.

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