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A Roma la 62esima ed. della mostra fotografica World Press Photo

da | 25 Apr 2019 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Foto di John Moore “Crying Girl on the Border

Si è aperta ieri a Roma, presso Palazzo dell’Esposizioni, la 62esima edizione della mostra fotografica del World Press Photo, che dal 1955 contribuisce a creare la storia del giornalismo visivo. L’esposizione sarà fruibile nella capitale fino al 26 maggio; dopo la tappa di Roma, sbarcherà poi a Matera e in seguito a Ferrara.

Anche quest’anno Roma si è aggiudicata l’anteprima mondiale del World Press Photo e sarà la prima delle 130 città a ospitare la mostra. Una foto può dire molto, può raccontare una storia con pochissimi elementi, può collegare empaticamente chi la guarda. Tutte e 140 le foto finaliste del contest lo fanno. Tra 4783 fotografi (per un totale di 78801 fotografie) solo 43 sono stati selezionati. Fotografi che hanno immortalato gli eventi più rilevanti, più significativi dello scorso anno.

Non c’è da stupirsi che alcuni dei temi trattati siano cari all’opinione pubblica: immigrazione, ambiente, tradizioni sociali, religioni. Tra le foto premiate c’è quella di John Moore scattata a McAllen (Texas), in cui ha ritratto la piccola Yanela Sanchez che piange per l’arresto della madre Sandra da parte della polizia di frontiera statunitense. Anche la foto di Pieter Ten Hoopen è stata premiata, la Carovana dei migranti.

Tra i premiati sono 5 gli italiani: Marco Gualazzini con Almajiri Boy, 1° premio reportage nella sezione Ambiente; Daniele Volpe con Still Life Volcano, 2° premio nella sezione General News; Lorenzo Tugnoli con Yemen Crisis, 1° premio storie nella sezione General News; Matteo Delbò e Chiara Avesani con Ghadeer, 3° premio short nella sezione Digital Storytelling.

«[…] in un’epoca di incertezza delle informazioni – ha dichiarato Luca Bergamo, vicesindaco del Comune di Roma – bisogna sottolineare il lavoro enorme del World Press Photo di verifica che questo racconto sia vero. È innegabile che i temi quest’anno siano le grandi crisi, quella umanitaria e quella ambientale, alle quali l’umanità non riesce a far fronte».

Quest’epoca che stiamo vivendo è caratterizzata dalla potenza dell’immagine, che davvero con pochissimo riesce a trasmettere un intero mondo. Ogni anno il World Press Photo cerca di mettere in primo piano le storie e gli eventi del nostro tempo. Il fotografo non è solo colui che immortala un momento, ma è un vero e proprio narratore digitale.

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