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In attesa della “rivoluzione all’Enit” una proposta di legge per un Ministero del Turismo

da | 15 Apr 2019 | Turismo

“La rivoluzione all’interno di Enit, l’agenzia nazionale italiana del Turismo, promessa dal Governo non solo non si e’ attuata, ma siamo addirittura di fronte ad un assurdo immobilismo che paralizza l’attivita’ dell’Ente e lo pone sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti. I potenziali conflitti di interesse per l’elevato numero di incarichi in diverse societa’ del neo presidente Giorgio Palmucci, fortemente voluto dal ministro Centinaio, sono stati confermati anche dalla Corte dei Conti. Lo scorso novembre era stata l’Autorita’ Anticorruzione a sollevare la questione chiedendo a Palmucci le dimissioni dagli incarichi al momento della nomina all’Enit. Il risultato e’ che ora ci troviamo in una situazione di totale impasse burocratica e amministrativa con la stagione estiva alle porte. L’attivita’ dell’Enit, che ricordiamo ha il compito di promuovere l’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale, non e’ indirizzata solo a tour operator e agenzie di viaggio, ma anche alla domanda individuale composta da centinaia di milioni di cittadini esteri, utenti potenziali od attuali, dei servizi turistici italiani. Bloccare l’Enit significa, di fatto, bloccare la commercializzazione e l’offerta turistica nazionale. Bisogna voltare pagine e alla svelta come ho cercato di fare con la mia proposta di legge ‘Piu’ Turismo’, dove si prevede il reinserimento di un Ministero del Turismo, grazie al quale, con una regia chiara e univoca, si possano sostenere le politiche di sviluppo del settore, un elemento imprescindibile dal punto di vista politico ma anche amministrativo”. E’ quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi, membro della commissione Attivita’ produttive, Commercio e Turismo della Camera. Lo riporta l’Ansa in una agenzia del 15 aprile. E’ forse questa la risposta alle parole del ministro Centinaio presente il 12 aprile al Milano Agrifood & Travel Global Summit che ha dichiarato: “Il nuovo presidente dell’Ice mi piace. L’idea e’ che l’Agrifood in Ice deve essere piu’ considerato dalle aziende italiane. L’Enit invece sta aspettando di riuscire a nominare il presidente, ma la burocrazia italiana lo sta ostacolando. Un Paese che ci mette quattro mesi a fare questa nomina ha un problema”. Ma la domanda viene immediata: le nomine le fa la burocrazia o la politica?. Perchè non verificare eventuali incompatibilità prima della nomina del candidato?

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