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In rete i tesori della Biblioteca estense di Modena che diventa digitale

da | 5 Apr 2019 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

La Bibbia illustrata per Borso d’Este o la Mappa del Cantino, il piu’ antico planisfero portoghese sopravvissuto, e una delle prime rappresentazioni delle coste americane. O ancora gli scritti storici di Ludovico Antonio Muratori, i documenti musicali e le carte geografiche tuttora conservati al Palazzo dei musei. A breve, tutto sara’ a portata di click, tra parole chiave e ‘confronti’ digitali coi tesori di altre biblioteche storiche. Un insieme di contenuti digitali costituito da 500.000 immagini digitali, 800 mappe in diverso formato e 20.700 documenti del fondo musicale estense organizzati in 3.837 fascicoli.

E’ l’essenza del progetto della digital library della Biblioteca estense universitaria di Modena. Il progetto, avviato dalle Gallerie Estensi e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena che lo ha finanziato con un bando da 1,3 milioni di euro (il 65% a carico del Mibac con un credito fiscale), prevede il restauro, la digitalizzazione in alta definizione e la catalogazione di parte del patrimonio della biblioteca. La piattaforma verra’ consegnata a luglio per il collaudo interno e da quel momento iniziera’ il caricamento dei contenuti, costituiti sia dall’archivio delle digitalizzazioni pregresse. È in programma sia la metadatazione per la conservazione sia il recupero del patrimonio gia’ scansionato, cosi’ come l’archiviazione digitale e la realizzazione di una biblioteca digitale ad accesso libero. La direzione scientifica e’ di Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi ossia uno dei 30 musei autonomi definiti di interesse nazionale. La piattaforma di digital library, in collaborazione con il laboratorio AImageLab dell’Universita’ di Modena e Reggio Emilia diretto dalla prof Rita Cucchiara, consentira’ inoltre agli studiosi di intelligenza artificiale di usare i contenuti della biblioteca per sviluppare i propri progetti di ricerca, come ad esempio riconoscere automaticamente la grafia dei manoscritti muratoriani.

I preziosi materiali digitalizzati saranno presto disponibili, una volta conclusi gli ultimi dettagli tecnici, tramite il protocollo Iiif: si tratta dello standard International image interoperability framework, quello che consente la visualizzazione, l’annotazione e la comparazione di fonti diverse. L’Estense, cosi’, sara’ cosi’ la prima biblioteca italiana ad entrare nel sistema, che gia’ condivide al suo interno il meglio delle biblioteche internazionali: la Ashmolean Library di Oxford, la British Library, la Library of Congress di Washington e la Biblioteca Apostolica Vaticana. (fonte Dire)

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