Con una non comune ricerca terminologica, con Decreto Ministeriale in data 31 gennaio 2019, è stata istituita una Commissione con il compito di svolgere una ricognizione delle criticità e delle specificità del Ministero per i beni e le attività culturali che, per non definirla semplicemente riorganizzazione, si è individuata la formula “Sviluppo e assestamento organizzativo del Mibac”, così chiamata nei primi spunti di riflessione distribuiti.

Non è inutile ricordare come il ministero Spadoliniano, nato con decretazione d’urgenza nel 1974/75, ha vissuto, nel corso degli ultimi lustri, numerose riorganizzazioni alla ricerca di assetto ed un equilibrio operativo che si rivela sempre più fragile (l’ultimo il trasferimento delle competenze in materia di Turismo, attribuite solo da pochi anni al Mibac, al Ministero delle politiche agricole e forestali e avvenute non senza rilievi importanti da parte del Consiglio di Stato ).

Gli ambiti metodologici dei lavori della Commissione, partono dall’assunto che occorra rafforzare la tutela e la valorizzazione, richiamando in particolare la necessità come l’organizzazione cui si tende deve facilitare i rapporti con i cittadini. Tutto questo non può che essere condivisibile sul piano delle necessarie verifiche dell’organizzazione voluta dal precedente Governo; tuttavia se si guarda al disegno in itinere, si rileva come si sia in presenza di un rafforzamento verticistico del Segretariato Generale a livello centrale ed un aumento del numero delle Soprintendenze cui si accompagna una riduzione del numero dei Segretariati Regionali che vengono ridotti a 7/8 diventando conseguentemente strutture interregionali (Segretariati interregionali).

Il rafforzamento della funzione complessiva del Segretariato Generale, passa attraverso la creazione di un Nucleo Ispettivo ed uno Anticorruzione e trasparenza cui si accompagna una struttura dedicata alla Comunicazione e all’Informazione ed una più specialistica rivolta agli interventi di particolare complessità e rilievo strategico (concetti tutti da riempire di contenuti certi). I Segretariati interregionali ridotti a 7/8 (i posti così recuperati serviranno anche per aumentare le Soprintendenze) saranno collocati all’interno del Segretariato Generale, vedranno al loro vertice un dirigente amministrativo che avrà solo compiti amministrativi, organizzativi ed ispettivi , cureranno le relazioni sindacali locali e fungeranno da supporto agli Uffici periferici.

Un capitolo a parte riguarda i Musei e, in particolare, i Poli Museali che assumeranno la denominazione di Direzioni Reti Museali con il compito di ridurre il peso della diretta gestione, viene previsto lo scorporo delle biblioteche pubbliche statali che, oggi presenti in alcuni casi all’interno dei Poli Museali, torneranno alla competenza della Direzione generale biblioteche e istituti culturali, analogamente viene previsto lo scorporo dei Parchi e delle Aree archeologiche, attualmente anch’essi nei Poli Museali, e la loro attribuzione alla Soprintendenza competente per territorio. Le Reti Museali, avranno anch’esse carattere interregionale e sono previste nel n. di 11.

Viene ancora prevista la istituzione di una nuova struttura dirigenziale generale specializzata nella contrattualistica che verrebbe ad assumere la titolarità diretta delle fasi di gara a livello centrale, degli appalti dei lavori e delle fasi di gara considerate “strategiche”, i servizi aggiuntivi e le gare di maggior rilevanza del sistema museale; viene anche prevista l’assistenza ed il supporto alle stazioni appaltanti periferiche e per la valorizzazione anche attraverso accordi e rapporti di natura concessoria.

Viene poi richiamato il concetto di unitarietà e omogeneità dei principi della tutela non chè il potenziamento della struttura deputata alle autorizzazioni delle esportazioni di opere.

Vengono ancora richiamati i principi che vedono le Soprintendenze come uniche interlocutrici dei cittadini in materia di tutela, autorizzazioni e concessioni. Viene anche fatto cenno alla ipotesi che la Direzione generale architettura, arte contemporanea e periferie, assuma una nuova strutturazione assumendo la denominazione di Direzione generale creatività contemporanea e rigenerazione urbana, ovviamente si tratta di capire come si svilupperà il disegno che potrebbe prevedere anche un settore Moda e Design.

Per gli Archivi, come sempre, poco o nulla se non l’aumento delle Soprintendenze archivistiche e bibliografiche da 12 a 15.

Insomma vedremo, quello che appare probabile è che il corpo del sistema beni culturali, già fortemente minato dalle numerose incompiute riforme, potrebbe risentirne ulteriormente. Non possiamo in sintesi sottolineare come la retorica della centralità dei cittadini vede al contrario un disegno dove emerge la centralità burocratico-verticistica, invece di privilegiare il territorio nella logica del principio di sussidiarietà costituzionalmente previsto. I prossimi passi ci diranno se e come procederà il disegno di “Sviluppo e Assestamento del MIBAC”