Tempo di bilanci (non soltanto economici) per il Grande Progetto Pompei che prevede campagne di scavo e restauro, lavori di consolidamento, messa in sicurezza, manutenzione e ammodernamento dell’intero sito archeologico. Il bilancio positivo dei lavori è stato presentato dal sottosegretario di Stato all’Interno, Carlo Sibilia al termine della riunione del Gruppo di Legalità e Sicurezza che si è tenuta presso la direzione pompeiana del Grande Progetto Pompei. La finalità dell’incontro è stata quella di verificare l’efficacia del sistema di “governance” inter-funzionale adottato dalle singole Amministrazioni dello Stato, ai sensi di specifici protocolli d’intesa a suo tempo sottoscritti (Interno, Presidenza del Consiglio, Beni Culturali, Autorità Nazionale Anticorruzione, Istruzione, Prefettura di Napoli nella sua componente antimafia). La rete inter-istituzionale ha avuto lo scopo di porre in essere idonee misure preventive volte a contrastare eventuali tentativi infiltrativi negli appalti dei lavori e delle forniture del Grande Progetto Pompei, rappresentando un modello di “best practices” a livello europeo per un sito dichiarato dall’Unesco patrimonio di inestimabile valore archeologico e culturale per il nostro Paese. Per il sottosegretario Sibilia “entro l’anno il Grande Progetto Pompei potrà dirsi concluso. Dei 79 interventi di restauro previsti dal piano del ministero dei Beni Culturali, finanziato con fondi europei, restano aperti soltanto 4 cantieri, uno dei quali comprensivo di tre interventi, sulle Regiones I, II e III. E tutti finiranno entro il 2019. Dopo qualche mese dovrà chiudersi anche il Progetto M che riguarda la messa in sicurezza dei fronti di scavo e mitigazione del rischio idrogeologico nelle Regiones I, III e IX IV e V. I lavori sono partiti con ritardo perché e’ stato necessario utilizzare risorse aggiuntive. E’ un progetto a infiltrazioni zero – ha proseguito Sibilia – e dopo circa 105 milioni di euro investiti, a fine progetto potremmo dire che abbiamo investito 6 milioni in sicurezza, ne abbiamo risparmiati 13 e 92 sono stati finanziati e spesi in maniera regolare, se non con qualche ammenda per alcune questioni antinfortunistiche”.

Il Progetto per la tutela e la valorizzazione dell’area archeologica di Pompei (Grande Progetto Pompei) è stato finanziato dalla Commissione Europea a partire dal 26 gennaio 2012 quale Grande Progetto Comunitario finanziato dalle risorse del Programma Operativo Interregionale Attrattori culturali, naturali e turismo FESR 2007-2013 (POiN) e in seguito dalle risorse del Programma Operativo Nazionale Cultura e Sviluppo FESR 2014-2020 (PON).

Il Grande Progetto Pompei (GPP) è frutto dell’impegno e della collaborazione di istituzioni diverse, sia italiane che europee. Lo stanziamento di 105 milioni di euro, di cui 78 provenienti dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, ha permesso l’avvio di una gigantesca opera di restauro e messa in sicurezza che mira alla conservazione artistica e al consolidamento strutturale del sito archeologico, attraverso una serie di interventi: la riduzione del rischio idrogeologico; la messa in sicurezza delle insulae; il consolidamento e restauro delle murature; il consolidamento e restauro delle superfici decorate; la protezione degli edifici dalle intemperie, con conseguente aumento delle aree visitabili; il potenziamento del sistema di videosorveglianza;i lavori di ampliamento, recupero, valorizzazione e qualificazione dei percorsi di visita e delle aree verdi, di miglioramento della segnaletica e di promozione dell’area archeologica.

Il Grande Progetto Pompei, rendendo fruibili al pubblico nuovi edifici con le nuove e tante scoperte archeologiche, ha contribuito in maniera sostanziale al crescente successo di visitatori della città vesuviana che sono aumentati nel 2018 del 6,75% rispetto all’anno precedente.