La direttiva sul copyright al vaglio oggi all’Europarlamento

da | 26 Mar 2019 | Arte e Cultura, Leggi e regolamenti

“La riforma del copyright che oggi il Parlamento Ue si appresta a votare non toglie nulla agli utenti del web ma, al contrario, serve a garantire loro di poter continuare ad usufruire di contenuti di qualità grazie al riconoscimento del diritto d’autore anche su internet”. Lo afferma la deputata di Forza Italia Elvira Savino. “Non ci sarà alcuna censura o alcun bavaglio, ma semplicemente verrà stabilita una norma di buonsenso per cui chi crea cultura, contenuti, pensiamo ad esempio agli artisti, autori, creativi, musicisti, fotografi, ma anche giornalisti, interpreti, sceneggiatori, scrittori… si vedranno riconosciuto il diritto d’autore anche sul web. Dovrebbe essere normale che una persona che fa un lavoro venga retribuita per il lavoro creato, eppure finora su internet non è stato così e la pirateria su internet ne ha potuto approfittare”, aggiunge la deputata.

”È un coro unanime quello degli autori che chiedono che il Parlamento Europeo approvi in via definitiva la Direttiva Copyright per assicurare un giusto compenso del diritto d’autore nel mondo digitale. I giganti del web rappresentano oggi i principali punti di accesso alle opere dei creatori, generando enormi guadagni per loro ma offrendo un ritorno quasi inesistente agli autori. Siae, che conta novantamila associati, ritiene sia doveroso per un Paese civile proteggere il diritto degli autori di vedere riconosciuta la proprietà della loro produzione. È un principio di equità che non può essere sottovalutato: la cultura è un bene intangibile ma la sua creazione è e resta un valore. Tale principio vale anche nei confronti delle piattaforme che traggono profitto dalla produzione culturale senza volersi assumere alcuna responsabilità per le violazioni dei diritti degli autori. Sono attori che hanno un enorme potere di influenzare l’opinione pubblica e che non hanno esitato a farlo”. A lanciare un ultimo appello ai Parlamentari Europei alla vigilia di questa importante votazione, sono scesi in campo il Presidente SIAE e grande autore Giulio Rapetti Mogol, i due premi Oscar Ennio Morricone e Nicola Piovani e uno dei più prestigiosi autori italiani, il Maestro Paolo Conte.

Per il Maestro Ennio Morricone: “Questa Direttiva serve a ristabilire che il lavoro creativo deve essere remunerato, così come la storia dei nostri Padri Fondatori ci ha insegnato”. Aggiunge il Maestro Nicola Piovani: “Questo non è qualcosa che va a vantaggio dei pochi autori ricchi, ma va a vantaggio dei tanti, tantissimi autori che ricchi non sono, e dei tanti giovani autori che hanno diritto a vedere riconosciute le opere del proprio ingegno per piccolo che sia, perché questa è una premessa perché esista la libertà degli autori, la ricchezza e la diversità dei contenuti”. “Le piattaforme si oppongono con tutta la forza delle loro lobby, difendendo con le unghie e con i denti le regole che li privilegiano, scritte nel 2000, quando Internet era tutta diversa” commenta Paolo Conte. Il Presidente SIAE Mogol si rivolge direttamente ai Parlamentari Europei: “Vi dico che non è un problema di opinione ma di coscienza e vi dico anche che abbiamo fiducia in voi”.

Anche Federculture e Adei – Associazione degli Editori Indipendenti – hanno deciso di osservare da vicino il provvedimento in discussione martedì 26 marzo a Strasburgo, che assicura un giusto compenso per l’utilizzo di articoli e video da parte delle grandi multinazionali del digitale (Facebook, YouTube, Google, ecc.). L’auspicio di Federculture e di Adei è che la rivoluzione digitale sia sempre più finalizzata a favorire l’esperienza culturale da parte dei cittadini e, nel contempo, faccia emergere nuove e riconosciute professionalità creative in grado di rendere l’arte e la cultura sempre più accessibili e insieme sostenibili. A seguire il voto a Strasburgo ci sarà una vivace delegazione di studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, dell’Accademia Silvio D’Amico e del Centro Sperimentale di Cinematografia, partiti in pullman da Roma, per testimoniare con la loro presenza che l’approvazione della Direttiva Copyright è una questione che riguarda il futuro della creatività.

“Gli appelli di questi giorni di FIEG, AIE, ADEI, ANAC, 100 autori, WGI, AIDAC a favore della direttiva sono molto importanti. Il Partito Democratico è stato determinante in questa battaglia anche nel gruppo S&D”. Lo dichiara Silvia Costa, europarlamentare del PD e portavoce per la cultura del gruppo socialista e democratico. “La mia e nostra speranza è che questa posizione venga confermata con il voto di oggi in plenaria a Strasburgo, l’ultimo step di questa lunga battaglia durata due anni. È inammissibile che le grandi piattaforme facciano enormi profitti sfruttando i contenuti creativi e giornalistici per i quali non riconoscono i diritti di chi li ha prodotti. Non smetterò mai di ripetere che questa è una campagna di civiltà e di democrazia, perché l’ecosistema digitale non diventi un far west, ma un ambiente equilibrato, dove convivono diritti, doveri, libertà e responsabilità. Per tutti e non per pochi”, aggiunge Costa.

“La riforma del diritto d’autore, all’esame del Parlamento Europeo, tutela la proprietà intellettuale, la creatività, i diritti degli autori di musica, articoli, contenuti culturali di ogni genere. È vergognoso l’atteggiamento di chi dice bugie, parlando di censure di fronte a provvedimenti che invece tutelano la vera cultura e l’attività di chi l’alimenta con i suoi scritti, con le sue musiche, con le sue opere”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI). In particolare Wikipedia, sostiene Gasparri, “già nota per la discutibile qualità dei suoi contenuti, finge autocensure per far circolare tesi senza fondamento. La società della rete deve essere una opportunità per tutti, ma non deve essere il luogo del saccheggio dei contenuti per alimentare fake news e distorsioni. Inoltre, la tutela del diritto d’autore serve anche per disciplinare realtà come Facebook, Google, Amazon ed altri colossi che sostanzialmente non pagano tasse e stanno diventano i padroni del mondo. La web tax, la fine della immunità fiscale di questi giganti colpevoli di mille abusi, e’ indispensabile”, conclude il senatore.