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Caravaggio: “Giuditta e Oloferne” di Tolosa è sua?

da | 14 Mar 2019 | Arte e Cultura

Mancano poco più di 3 mesi e il quadro “Giuditta e Oloferne” sarà battuto all’asta con una quotazione base di 150 milioni di dollari. Ma persistono, dopo due settimane, ancora dubbi sulla sua autenticità. La Giuditta di Tolosa è o non è di Caravaggio? La seconda ipotesi, quella che vede come padre dell’opera Louis Finson e non il Merisi, sembra prevalere per Stefania Macioce, docente ordinario di Storia dell’Arte Moderna alla Sapienza Università di Roma.

Eric Turquin, colui che ha la proprietà dell’opera nonché l’esperto che ha seguito il suo restauro, è ciecamente convinto che “Giuditta e Oloferne” sia stata realizzata da Caravaggio. A favore della sua tesi, ricordiamo tre scritti: due lettere del 1607 inviate al Duca di Mantova da Caravaggio e il testamento del 1617 di Finson.

Tra le altre cose, Turquin fa presente l’analisi condotta con i raggi X che ha rivelato che lo sguardo originario della Giuditta era rivolto verso Oloferne: nessun copista lo avrebbe alterato.

Ma secondo alcuni esperti, l’uso dei colori, il modo di raffigurare i corpi, il modo di tirare le linee, non rientrano nel canone artistico del Merisi. Le perplessità sull’autenticità dell’opera ha accolto anche il pensiero della professoressa Macioce, che tra le altre cose ha studiato e curato diversi libri sul Caravaggio e sulle sue opere.

La “Giuditta e Oloferne” di Tolosa è presumibilmente da attribuire a Finson, che venne influenzato e toccato dall’arte del Caravaggio. La studiosa ha ribadito i dubbi sull’autenticità dell’opera anche in un consesso internazionale a porte chiuse: “Attorno a Caravaggio”, presso la Pinacoteca di Brera.

Il quadro varrà davvero 150 milioni di dollari? Lo sapremo tra qualche mese, a meno che non arrivi una prova insindacabile a favore o a sfavore della tesi di Turquin.

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