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Il Caravaggio negato, continuano le polemiche sullo spostamento negato di “Sette opere di misericordia”

da | 11 Mar 2019 | Arte e Cultura

L’opposizione del MiBAC allo spostamento del capolavoro di Caravaggio “Sette opere di misericordia” ha sollevato non poche polemiche. Malgrado precedenti accordi tra il Pio Monte di Napoli dove è conservata la pala e il museo Nazionale di Capodimonte dove avrà luogo la mostra “Caravaggio a Napoli”, la Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha vietato il prestito.

Tra i primi oppositori allo spostamento l’ex direttore di Capodimonte, Nicola Spinosa il quale afferma che il trasferimento non è possibile sulla base dello Statuto del Pio Monte poiché ne vieterebbe l’allontanamento dalla sua sede. La risposta giunge da Alessandra Pasca di Magliano, soprintendente del Pio Monte, pare infatti che lo stesso Spinosa qualche anno fa aveva richiesto lo spostamento dell’opera per una mostra. Il provvedimento del MiBAC a firma del direttore generale Gino Famiglietti riporta una nota in cui viene spiegato che già nel 1613 i governatori del Pio Monte in considerazione della “perfettione” artistica del capolavoro caravaggesco, stabilirono che esso non potesse essere alienato per “nissuno prezzo e che sempre si debba ritenere nella detta chiesa”. Pertanto il Ministero ha suggerito al museo di Capodimonte d’includere il Pio Monte della Misericordia nel percorso espositivo. Le motivazioni del “no” tengono comunque in considerazione la pericolosità dello spostamento. Il ministro dei beni culturali Bonisoli ha infatti affermato: “La pala ha delle dimensioni importanti, il problema oltre il trasporto di due chilometri è proprio muoverla da dove è posizionata”. Bonisoli ha dunque accettato la valutazione tecnica e suggerito che la mostra si faccia in due sedi. E ha poi sollecitato il comune a prevedere corse straordinarie dei mezzi pubblici per venire incontro alle esigenze dei visitatori. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris si è schierato contro il verdetto del MiBAC: “Hanno prevalso i veti incrociati – ha affermato – i professionisti dell’immobilismo, quelli che godono della cultura solo se la fanno loro. Ma la vera cultura è quella accessibile a tutti”. Netto anche il pensiero di Giuliano Volpe, docente universitario e già presidente della Sami (società italiana degli archeologi medievisti) il quale ha dichiarato di voler combattere i “signorotti del no”. In un’intervista spiega che il trasferimento non può comportare alcun rischio di danneggiamento o di mancata tutela per l’opera, come evidentemente avevano già accertato sia la Soprintendenza, prima di esprimere il suo responsabile parere, sia i vertici del Pio Monte. “Ma a firmare un tale divieto è un direttore che purtroppo conta precedenti, per così dire, specifici. Comunque, “Caravaggio a Napoli” si farà, ha dichiarato il direttore di Capodimonte, Sylvain Bellenger. Il trasferimento, ha spiegato è giustificato dal fatto che in mostra le “Sette opere di misericordia” sarebbero state molte più vicine al pubblico di quanto non lo siano nella loro sede.

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