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Turismo: Si apre Bit4Job 2019 a Milano, 1300 espositori

da | 10 Feb 2019 | Mostre ed Eventi, Turismo

“Questa è un’edizione importantissima, ancora una volta l’Italia dimostra al mondo una potenza per quanto riguarda il Turismo. Da parte nostra c’è la garanzia che finalmente è arrivata la riorganizzazione del Ministero e si comincia a lavorare in modo serie con operatori e Regioni”. Lo ha detto il ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio tagliando a Fieramilanocity il nastro di inaugurazione della Borsa Internazionale del Turismo. I dati della Bit edizione 2019 la presenza di circa 1.300 espositori, in rappresentanza di più di 100 destinazioni in Italia e nel mondo, quella istituzionale delle Regioni italiane, ma anche di consorzi ed enti locali, delle locali, i ritorni di Germania, Svizzera, Francia o Portogallo, e le mete emergenti come Polonia, Slovacchia, Albania, Romania o Moldavia. Tra i nuovi paesi che hanno scelto di essere a Bit Tanzania, Armenia, Costa Rica, Monaco, Oman, Namibia. Quattro le aree tematiche: Betech dedicata alla trasformazione digitale, Bringing Innovation into Travel sul futuro del settore a cura di Fiera Milano Media, Bit of Taste, sul Turismo enogastronomico e Love Wedding riservata al matrimonio e alle destinazioni del viaggio di nozze Nei tre giorni di manifestazione previsti 141 convegni. Il primo giorno, domenica 10, Bit era aperta al pubblico, lunedì 11 e martedì 12 sono riservati agli operatori professionali.

“Sul Turismo le competenze sono delle Regioni, ma lo Stato può diventare una cabina di regia a livello nazionale ed è quello che vogliamo fare, tra regioni e privati, che fino a poco tempo fa si sentivano abbandonati dallo Stato, lavorando tutti insieme per aumentare quel quinto posto a livello mondiale che secondo me è abbastanza vergognoso”.

“Noi abbiamo la qualità, il prodotto, tutto quello che serve – ha aggiunto – Oggi come oggi l’obiettivo è una promozione diversa rispetto al passato, abbiamo Regioni con le quali stiamo già collaborando bene, e altre che pensano ancora di vivere nello Stato delle banane, ma lo Stato delle banane è finito”. Secondo il ministro, l’offerta potrebbe essere potenziata, ad esempio, allungando la stagione a Sud (“dove si potrebbe vivere di Turismo 11 mesi l’anno”) e promuovendo le tante opportunità che il Paese offre ovunque.

Centinaio ha detto: “Il Marchio Italia vale più che mai e io rivolgo un invito agli operatori, alle regioni ma non solo nel settore del Turismo: quando andiamo in giro per il mondo è bello promuovere particolarità e peculiarità ma ci vuole questo, perché questo è quello che tira, posso promuovere il territorio più bello del mondo ma se all’estero non sanno dove alla fine non ho promosso niente”.

“Io che arrivo dal settore del turismo – ha aggiunto il ministro – mi sono dato un obiettivo con le associazioni di categoria, che è quello di lavorare tutti assieme e permettere a tutti, privati, Regioni, Enit e lo Stato, di lavorare tutti insieme e aumentare quel quinto posto a livello mondiale che secondo me è abbastanza vergognoso. Noi abbiamo la qualità, abbiamo il prodotto, abbiamo tutto quello che serve, oggi come oggi l’obiettivo è una promozione diversa rispetto al passato. Non si può promuovere una Regione in giro per il mondo senza indicare che è una regione italiana. Pensate che un cinese sappia dov’è Matera o dov’è Pavia? Se dico, Pavia, Lombardia, Italia, viene riconosciuto. Questo vale per qualsiasi località italiana. Quindi l’obiettivo è quello di iniziare a promuovere il nostro prodotto turistico nel migliore dei modi. Abbiamo Regioni con cui stiamo già lavorando bene e Regioni che magari pensano ancora di vivere nello stato delle banane. Lo Stato delle banane è finito”.

Il ministro, comunque, è fiducioso sulla possibilità che in futuro la comunicazione turistica possa essere centralizzata: “Penso che sia già iniziato questo processo. Insieme agli assessori al Turismo abbiamo proprio ragionato su questo, ci siamo detti tutti che ognuno di noi toglie un pochettino del proprio ‘potere’, per ottenere un risultato comune. Si risparmierebbero dei gran soldi e si potrebbe anche migliorare la comunicazione. Lo stiamo facendo, ci stiamo già lavorando. Quando sarà operativa al 100 per cento, faremo anche un’operazione con Enit, facendolo sedere al tavolo con le Regioni e il ministero, perché la comunicazione per me in questo momento è quella che su tutti bisogna migliorare”.

Con le tasse di ingresso “rischiamo di diventare turista repellenti”, ha detto il ministro Centinaio. “Vorrei evitare in futuro di dover commentare dati bassi di afflusso turistico semplicemente perché qualcuno deve sistemare i propri bilanci”. In particolare, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, “decida quel che vuole, è nelle sue competenze non gli dico bravo o cattivo. Dico che in Italia si chiede di aumentare sempre più il numero di turisti, però contemporaneamente abbiamo la tassa di soggiorno, la tassa di ingresso a Venezia, in Sardegna qualcuno propone la tassa di sbarco e in alcune isole minori c’è già”. Il rischio, infine, è che “i turisti vadano da un’altra parte”.

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