Per ben quattro mesi il Museum of Modern Art di New York chiuderà le sue porte ai visitatori per permettere i lavori di ristrutturazione e riorganizzazione degli spazi espositivi al suo interno. Il progetto, sviluppato dal MoMA con gli architetti Diller Scofidio + Renfro, in collaborazione con Gensler, vedrà un’espansione delle gallerie verso ovest che incorporeranno gli spazi ricavati dalla demolizione dell’American Folk Art Museum aggiungendo più di 4.000 metri quadri di spazi. Il costo dei lavori si aggirerà intorno ai 400 milioni di dollari che sono stati finanziati con la donazione di qualche anno fa dell’impresario musicale David Geffen per 100 milioni di dollari e con la recente donazione degli eredi del banchiere David Rockefeller, magnate e filantropo statunitense, morto nel 2017. Nei nuovi spazi, saranno ospitate, oltre alle opere famose del museo come “Les Demoiselles d’Avignon” di Picasso e la “Notte Stellata” di van Gogh anche quelle di artisti meno conosciuti, in particolare sui lavori di donne, latinoamericani, asiatici e afroamericani e altri artisti trascurati come Shigeru Onishi, fotografa sperimentale giapponese, o Hervé Télémaque, pittore di origine haitiana. Ogni sei, nove mesi, inoltre, saranno cambiate le selezioni delle opere esposte all’interno delle gallerie attingendo dalle mostre espositive permanenti, con circa il 30% delle opere cambiate ogni anno. Entro il 2022, il MoMA avrà incrementato gradualmente tutti i piani espositivi, eseguendo in modo efficace una reinstallazione completa. Inizierà quindi un altro ciclo triennale. Una cosa però che sicuramente non cambierà è l’ordine cronologico complessivo ora in vigore: il primo modernismo (all’incirca dal 1880 al 1940) al quinto piano, la metà del XX secolo (1940-1970) al quarto piano e il lavoro contemporaneo dagli anni ’80 in poi al secondo piano.

“Non vogliamo dimenticare le nostre radici – ha detto il presidente del consiglio di amministrazione del museo, Leon Black – abbiamo una grandissima collezione d’arte moderna, ma il museo non ha dato abbastanza spazio alle artiste donne, a cosa hanno fatto gli artisti appartenenti alle minoranze, ed è stato troppo limitato geograficamente”.

“Una nuova generazione di curatori sta scoprendo la ricchezza di ciò che è nella nostra collezione, e ci sono grandi lavori in tutto il mondo a cui dobbiamo prestare attenzione”, ha affermato Glenn D. Lowry, direttore del museo. “Significa che il solito viene soppiantato ora dall’inaspettato.”

La chiusura del Museo è prevista dal 15 giugno al 21 di ottobre 2019. Alla riapertura, cambieranno anche gli orari: apertura con un’ora di anticipo, alle 10 del mattino e chiusura alle 21 ogni primo giovedì del mese.

Il MoMA aveva già chiuso un’altra volta ma per un periodo decisamente più lungo. Nel 2004 per lavori di restauro che durarono due anni il museo aveva dovuto spostare le sue collezioni in spazi temporanei nel Queens.