Per il governo della Germania è certo: il dipinto “Vaso di fiori” del pittore olandese Jan van Huysum, trafugato dai nazisti durante la Seconda Guerra mondiale, deve tornare in Italia. “L’opera appartiene alla collezione degli Uffizi. Nell’ambito delle sue responsabilità sosterremo il raggiungimento di questo obiettivo”, ha fatto sapere il ministro tedesco per gli Affari Europei, Michael Roth. Ad interrogarlo il parlamentare italo-tedesco del Bundestag Fabio De Masi, deputato del gruppo della Linke (La sinistra). “Abbiamo più volte consigliato di restituire volontariamente l’opera agli Uffizi – ha continuato Roth- ma è responsabilità dell’autorità giudiziaria dei Lander esaminare l’ammissibilità del sequestro da parte di un’altra autorità giudiziaria di uno stato membro in un procedimento penale ivi condotto. Il governo federale non può dare alcun parere né può influenzare la decisione”.

In anni più recenti gli eredi del soldato tedesco che la portò via dall’Italia hanno tentato di restituirla ai musei fiorentini dietro pagamento di denaro, una specie di riscatto. Da qui partì un’inchiesta per estorsione della procura di Firenze condotta dai carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio artistico. Motivo per cui il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt aveva lanciato un appello il 1° gennaio scorso per recuperare l’opera. Ora annuncia: “Sono doppiamente soddisfatto per questi sviluppi politici da un lato perché il fatto che la vicenda del Vaso di Fiori sia stata posta al centro di un’inchiesta parlamentare testimonia quanto anche il popolo tedesco abbia a cuore che la restituzione possa andare a buon fine. Dall’altro, perché il governo riconosce ufficialmente ciò che noi sosteniamo da tempo: e cioè che la casa legittima del capolavoro di van Huysum è a Firenze, in Palazzo Pitti”. Che questo sia il primo passo per rimarginare le ferite lasciate aperte dell’orrore della seconda guerra mondiale.