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Social tv coinvolge 27 milioni di italiani ogni mese

da | 24 Gen 2019 | Arte e Cultura

L’abitudine di commentare i programmi televisivi sui social media e di interagire con i post e i tweet pubblicati dalle emittenti o dai personaggi coinvolti, rientra nelle nuove forme di fruizione dei contenuti video. Si tratta di una pratica che in Italia coinvolge oltre 6 milioni di individui considerando solo coloro che scrivono post relativi ai programmi Tv sulle piattaforme social. Ma la platea della social Tv amplia significativamente, coinvolgendo 27 milioni di italiani ogni mese se consideriamo anche coloro che dichiarano di leggere senza scrivere, ovvero gli utenti esposti al fenomeno della social Tv.

Oltre 167 milioni di interazioni (like, condivisioni, retweet, risposte, mention) su Facebook, Instagram e Twitter relative ai programmi televisivi con un contributo molto rilevante fornito dai personaggi che fanno parte del cast o sono ospiti dei programmi stessi è quello che dal 1 settembre al 31 dicembre 2018 gli italiani hanno generato, come dicono i dati di Nielsen social Content Ratings, soluzione che fornisce dati indipendenti relativi alle conversazioni che avvengono sui social per tutti i contenuti televisivi trasmessi in Italia e dal social Tv Influencer Report Q4 2018 che raccoglie le principali evidenze sui programmi in onda tra settembre e dicembre 2018 con particolare focus sui profili social più rilevanti.

“I social rappresentano a tutti gli effetti una nuova opportunità di valorizzazione dei contenuti televisivi. Se è vero che la fruizione lineare, lo streaming, il VOD (Video on Demand) e le altre forme di visione rimangono centrali, sui social gli stessi contenuti vivono in forma diversa, animando le discussioni fra milioni di persone in momenti diversi precedenti e/o successivi all’esperienza di visione del contenuto tv”, dichiara Luca Bordin, General Manager Media Solutions di Nielsen in Italia. Tra le tendenze emerse nel 2018 una riguarda gli influencer, che, anche in ambito televisivo, diventano sempre più rilevanti: il volume di interazioni generate sui social dai personaggi che fanno parte del cast o sono ospiti di un programma genera il 37% del traffico totale se consideriamo la Top 10 dei programmi più “social”.

Il personaggio televisivo più rilevante sui social è stato quello di Martina Attili proveniente da X Factor, con 1,6 milioni di interazioni (engagement) totali, generate dai suoi profili Facebook, Instagram e Twitter. A seguire, Leo Gassman (X Factor) e Francesco Monte (GF Vip), entrambi a 1,3 milioni, Le Donatella (GF Vip 1,2 milioni), Simona Ventura (Temptation Island Vip, 1,1 milioni) Damiano Carrara (Bake Off, 936.00), Valeria Marini (Temptation Island Vip, 917.800), Timor Steffens (Amici di Maria De Filippi, 540.400), Rudy Zerbi (Tu si que Vales, 486.200), Andrea Mainardi, (GF Vip, 464.500). Se su Instagram vanno per la maggiore i personaggi di talent e reality show, sulle altre due piattaforme emergono i protagonisti di altri generi come intrattenimento, cultura, talk show e serie tv.

Alberto Angela, con il programma “Ulisse, il piacere della scoperta”, è stato il profilo più influente su Facebook, (190.400 interazioni generate). Alberto Angela è anche il personaggio con l’engagement ratio più alto, mettendo a segno con il programma “Stanotte a Pompei” una media di 28.100 attività di engagement per post pubblicato. Seguono, sempre su Facebook, i membri del cast di programmi di intrattenimento come Le Iene e “Il contadino cerca moglie”. Su Twitter infine emergono i profili social di attori del cast di serie Tv come “L’allieva” (Lino Guanciale), “I bastardi di Pizzo Falcone” (Alessandro Gassman), “Non dirlo al mio capo” (Chiara Francini).

In definitiva, le tre diverse piattaforme social, analizzate in sinergia con la Tv, mostrano caratteristiche, potenzialità e anche influencer diversi tra di loro. “Un’analisi puntuale e basata su dati oggettivi della social Tv permette di quantificare il contributo dei personaggi che fanno parte di un programma alla ‘resonance’ del programma stesso sui social network. Ma non solo – ha concluso Bordin – le evidenze raccolte sui social permettono di individuare, nel momento della ideazione e sviluppo del programma, i talent che hanno maggiore capacità di aprire un canale di dialogo con il pubblico. Una ulteriore conferma del fatto che la social Tv non è un tema che riguarda solo i dipartimenti digital di broadcaster o agenzie, ma che coinvolge sempre più tutta la filiera dell’industria televisiva”.

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