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MarTA: la mancanza di organico limita l’orario del museo “più bello del Mediterraneo”

da | 22 Gen 2019 | Arte e Cultura

Per portare avanti un’attività, una ricerca o un progetto servono persone che ci lavorino; un numero adeguato di persone relativo alla mole di lavoro che si richiede. Ma se non ci fosse abbastanza personale? Si va avanti a rilento e con sofferenza. Insomma, si prova a lavorare… ma è dura.

È questa la situazione del MarTa – Museo Nazionale Archeologico di Taranto che, a quanto pare, non ha a disposizione il giusto organico per far fronte a tutte le sue incombenze. Perciò, la deputata del Movimento 5 stelle Rosalba De Giorgi ha chiesto in un’interrogazione ad Alberto Bonisoli, Ministro delle attività e dei beni culturali.

«A fronte dei brillanti risultati raggiunti a livello di presenze – ha sottolineato De Giorgi – al museo di Taranto si lamenta una preoccupantecarenza di personale che, come non ha mancato di sottolineare a più riprese la direttrice della stessa struttura, Eva Degl’Innocenti (Direttore del MarTa), rischia di penalizzare la sua regolare fruizione».

Come far fronte a questa carenza di personale? L’unica soluzione plausibile, ad ora, è statolimitare l’orario di accesso al museo, anche durante il periodo natalizio. Limitare l’ingresso ad un museo non è mai una buona cosa, sia per lo stesso museo sia per il visitatore. In primo luogo, può rappresentare una perdita economica non di poco conto; inoltre, il possibile visitatore potrebbe non essere stizzito da questo provvedimento.

26 è il numero, stando alla De Giorgi, del personale «fra assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza».Per il direttore del museo servirebbero altre 15 persone per garantire la sicurezza e il servizio appropriato.

Non è la prima volta che il MarTa è sotto i riflettori per la mancanza di organico. Già nel 2016 era stato sollevato questo problema; la richiesta all’epoca presenta con una lettera tramite Taranto Buonasera, era di «8 unità di personale di accoglienza, fruizione e vigilanza poiché il personale ora in dotazione è del tutto insufficiente a garantire l’apertura al pubblico del percorso espositivo del II piano del museo». Una condizione insostenibile per la direttrice che paventava le dimissioni.

Il MarTa «è il più bello del Meridione»; sono state queste le parole di Vittorio Sgarbi durante lo spettacolo “Le meraviglie d’Italia” al teatro Orfeo. Perché limitare la possibilità dei turisti di vedere il più bel museo del Meridione? È così complicato venir in soccorso del MarTa?

Passa il tempo ma i problemi restano.

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