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L’ampliamento di Palazzo dei diamanti non s’ha da fare?

da | 18 Gen 2019 | Arte e Cultura

Da qualche tempo si discute animatamente circa l’ampliamento di Palazzo dei Diamanti a Ferrara, fortemente voluto dal sindaco estense Tiziano Tagliani e dalla direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, Maria Luisa Pacelli. Il progetto di ampliamento del 2017, vincitore su 70 concorrenti frutto di un regolare concorso internazionale, prevede per la somma di 3,5 milioni di euro il restauro di spazi esistenti e l’edificazione di un padiglione reversibile nel giardino retrostante il palazzo. Contro l’ampliamento si era già espressa, tempo fa, Italia Nostra con la proposta di spendere i fondi a disposizione per recuperare i palazzi che caratterizzano il “quadriviro dei Diamanti”: Palazzo Prosperi Sacrati, Palazzo Pallavicino e Palazzo Turchi-Di Bagno. Sulla stessa linea Vittorio ed Elisabetta Sgarbi che, con la Fondazione Cavallini Sgarbi, hanno pubblicato una petizione online rivolgendo un appello al Ministro dei beni culturali sostenendo che “l’intervento soffoca il rapporto dell’edificio con lo spazio aperto della città. E assume lo stesso assurdo significato che avrebbe aggiungere un canto alla Divina Commedia o all’Orlando Furioso. La seguente raccolta di firme non è contro nessuno, ma per difendere l’integrità, minacciata da una visione utilitaristica, di un monumento che appartiene alla umanità. Ciò che vale per Dante e per Ariosto vale per Biagio Rossetti,” l’architetto ferrarese a cui si deve la realizzazione nel 1492 di Palazzo dei Diamanti. A oggi la petizione ha raggiunto circa 7mila firme e l’On. Sgarbi ha presentato una interrogazione parlamentare in merito al Ministro dei beni culturali Bonisoli.

A favore dell’ampliamento si schiera l’Ordine Nazionale di architettura, il Consiglio Nazionale degli Architetti ed è partita on line una contro petizione a favore dell’ampliamento rivolta al Ministro dei beni culturali e promossa da Labics, studio di architettura facente parte del team di progettisti vincitori del bando. La petizione“Palazzo dei Diamanti non è in pericolo!” definisce insensata, diffamatoria e priva di fondamenti, la campagna promossa dalla petizione Sgarbi e sostiene il valore del progetto dalla struttura “leggera” completamente trasparente e reversibile, che dovrebbe garantire o restituire la continuità del percorso espositivo, senza alterare il valore architettonico del monumento, simbolo dell’identità rinascimentale di Ferrara. Ad oggi la petizione ha raccolto oltre 7mila firme.

Una lotta, tra le due petizioni, sul filo del rasoio.

Ed è di queste ultime ore l’invio di una seconda lettera del sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, al ministro Bonisoli nella quale viene lamentata la mancata fissazione di un incontro già richiesto qualche giorno fa in merito all’ampliamento e che invece ci sarebbe stato con l’On. Sgarbi, come da lui pubblicamente sottolineato riferendo circa una possibile posizione ostativa al progetto da parte del Ministro. Nella lettera, il sindaco Tagliani ipotizza che la bagarre contro l’ampliamento sia scoppiata in seguito al diniego alla Fondazione Cavallini Sgarbi per una terza proroga della loro mostra al Castello Estense. Il sindaco, quindi da un lato contesta uno sgarbo “di carattere istituzionale” e le motivazioni della contrarietà al progetto, dall’altro rinnova la richiesta di un incontro affinché il ministro possa vedere il progetto “che fino a ieri andava bene, anzi era portato ad esempio come modello procedurale da adottare e oggi diventa uno scempio. Siamo disponibili a discuterne con chiunque, dentro le procedure e con gli organi competenti, fornendo puntualmente le tante argomentazioni, tecniche e culturali, a sostegno del progetto”.

Sin qui i fatti ma l’argomento non è chiuso: si attende la risposta ufficiale del ministero.

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