Turismo. Il 2018 rallenta ma chiude in crescita (+1,4%) a 426 mln presenze

da | 15 Gen 2019 | Turismo

Secondo uno studio di Cst per Assoturismo Confesercenti, le stime sui flussi turistici indicano un totale di 426 milioni di presenze, oltre 5,7 milioni in più dello scorso anno (+1,4%), anche se in rallentamento rispetto alla crescita del 4,4% messa a segno nel 2017. A contribuire maggiormente ancora una volta gli stranieri: nel 2018 le presenze provenienti dall’estero sono state 214,3 milioni (+1,8% rispetto al 2017), quelle italiane si fermano a 212,2 milioni (+1,0%). L’andamento migliore si registra nel comparto alberghiero, che mette a segno una crescita del +1,9%, delle presenze, mentre l’extralberghiero si attesta al +0,3%.

Si registrano andamenti positivi per tutte le aree, anche se le presenze sono aumentate in particolare nel Nord Ovest (+2,3%) e Centro Italia (+2,5%). Un ritmo di crescita decisamente superiore a quello di Sud e Isole (+1,1%) e Nord Est (+0,3%). In assoluto le aree con le performance migliori risultano quelle della montagna (+2,8%), le cittĆ /centri d’arte (+2,3%) e le aree collinari (+2%). Abbastanza positive le localitĆ  termali (+0,9%) e i laghi (+0,8%). Le imprese attive nelle aree balneari sono state più colpite dal rallentamento dell’estate (+0,2%).

Anche sul fatturato delle aziende le segnalazioni degli imprenditori fanno emergere un trend positivo: +0,8% rispetto al 2017. A crescere sono però solo i fatturati delle strutture alberghiere (+1,3%), a differenza di quelli delle attivitĆ  extralberghiere che riportano valori negativi (-0,3%). Ancora una volta emerge la differenza di valori tra le diverse macro-aree: +2,1% il fatturato segnalato dagli intervistati nell’area del Nord Ovest e del Centro, in negativo il Nord Est (-0,8%) e Sud e Isole (-0,1%).

Il presidente Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina si ĆØ espresso in merito: “L’aumento dei visitatori nelle cittĆ  d’arte non conferma solo la cifra ‘culturale’ del nostro Turismo, ma anche il buon lavoro svolto dai nostri operatori. E nelle aree montane: l’impegno per la destagionalizzazione delle nostre montagne sta dando i suoi frutti, con flussi turistici in crescita tutto l’anno. Preoccupa, invece, il rallentamento dei turisti italiani. Una frenata dovuta al clima economico, che ha inciso fortemente sulle localitĆ  balneari italiane, che hanno sofferto anche la ripartenza dei competitor mediterranei. Nonostante questo, l’anno si chiude in crescita: segno delle grandi potenzialitĆ  del settore. Il Governo deve sostenere il settore con maggiore convinzione, a partire dal ripristino del bonus riqualificazione per le strutture ricettive”.