Bonisoli: “Faremo l’inventario di alcune opere trafugate”

da | 10 Gen 2019 | Arte e Cultura, Conservazione e tutela

Nella prima riunione di ieri del comitato istituzionale per fare il punto sulle opere d’arte che appartengono all’Italia e che in diversi periodi storici e per svariati motivi sono state trafugate e sono finite in altri Paesi, nelle mani di privati o in collezioni ed esposizioni museali, il Ministro dei Beni e delle Attività culturali, Alberto Bonisoli ha dichiarato: “Oggi sono molto contento perché abbiamo portato questo progetto di diplomazia culturale a un altro livello. Il primo concreto risultato di oggi è che abbiamo trovato un livello di dialogo molto attivo e anche molto collaborativo con altre amministrazioni dello Stato. A questo comitato oggi ha partecipato il ministero degli Esteri, rappresentato ai massimi livelli con l’ambasciatore Belloni, e abbiamo deciso che amplieremo il tavolo anche a loro e ad altre istituzioni, parti dello Stato che possono essere molto importanti in questo tipo di problematiche”.

In particolare, “quello che chiederò al ministro Bonafede è di nominare un suo osservatore permanente. Spero sempre di risolvere queste situazioni senza toccare l’aspetto giudiziale, ma nel momento in cui ce ne fosse bisogno, avremo la partecipazione del ministero della Giustizia. Quindi, qualcosa che riguarda ovviamente il patrimonio culturale, ma non è solo quello: è una parte delle relazioni diplomatiche che noi dobbiamo avere con gli altri Paesi. Questo è il primo risultato concreto”.

Il Ministro ha aggiunto: “Ci siamo concentrati su tre aspetti. Il primo era quello ‘di sistema’, per cui allargheremo il tavolo. Nella prossima riunione, poi, faremo un piccolo inventario di alcune di queste situazioni che sono più avanzate rispetto ad altre. E abbiamo parlato del quadro di Jan van Huysum e del Lisippo”.

Convocato dallo stesso Bonisoli dopo il caso dell’Atleta di Lisippo e quello, più recente, del quadro ‘Vaso di fiori’ di Jan van Huysum rubato dai nazisti alle Gallerie degli Uffizi, al comitato hanno preso parte l’ambasciatore Belloni in rappresentanza del Ministero degli Esteri, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, il capo di Gabinetto e il Segretario generale Mibac, i rappresentanti dell’Ufficio legislativo, dell’Ufficio del consigliere diplomatico, del Comando tutela patrimonio culturale dei Carabinieri, con il generale Fabrizio Parrulli, della Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, della Direzione generale Musei, dell’Avvocatura generale dello Stato e un consulente per i rapporti culturali internazionali, designato dal ministro.

Sulla questione dell’Atleta di Lisippo, Bonisoli ha detto: “stiamo parlando del rispetto di una sentenza della Magistratura italiana, il massimo livello, perché è la Corte di Cassazione che si è espressa. Quello che noi pensiamo è che le sentenze vanno rispettate e ci aspettiamo di trovare la massima collaborazione da parte del Getty che, ricordiamoci, è una istituzione di prima grandezza nel mondo culturale con cui noi abbiamo tutta una serie di rapporti anche fruttuosi in passato”.

E a proposito del quadro ‘Vaso di fiori’ rubato dai nazisti alle Gallerie degli Uffizi, invece, il Ministro ha affermato: “Abbiamo deciso che faremo un’azione congiunta: noi racconteremo e daremo una pienezza di informazioni al ministero degli Esteri, in modo che possa iniziare una interlocuzione con il suo equivalente nella Germania federale e potrà trovare una soluzione giusta per questo problema che, non lo nascondo, ha alcune criticità, perché stiamo parlando di un privato che ha una proprietà e quindi dovremo trovare una soluzione”.

Per quanto riguarda le richieste di denaro avanzate dal privato che possiede il quadro, Bonisoli ha spiegato che “in questo momento c’è la Procura di Firenze che si sta occupando di questo ed è giusto che sia un processo che va avanti per la sua strada. A noi interessa stabilire un rapporto di collaborazione molto fruttuoso e molto efficace con la Germania, in modo da poter riprendere qualcosa che, non dimentichiamoci, è stato portato via da alcune truppe tedesche durante la seconda Guerra mondiale. Stiamo parlando di questo, è una restituzione che il nostro Paese si merita di avere”.

Il Ministro ha concluso, infine: “Quello che abbiamo deciso oggi anche per coordinare le relazioni che abbiamo, è di fare una mappatura di tutte le relazioni che in questo momento e nel prossimo anno saranno in atto tra una entità museale italiana e il Getty, in modo da avere il quadro completo. Abbiamo aspettato dodici anni se magari ci diamo una mossa non sarebbe una cosa sbagliata”.