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Una vicenda che sembrava senza fine. Il Mibac pubblica l’elenco dei restauratori abilitati alla professione

da | 2 Gen 2019 | Formazione e Lavoro

Con la fine dell’anno ne inizia uno che si prospetta roseo e in salita per i professionisti del settore restauro. Il 28 dicembre, infatti, è stato pubblicato l’elenco degli abilitanti all’esercizio della professione di restauratore di beni culturali, disponibile nella sezione “Archivio News” della Direzione Generale Educazione e Ricerca del MiBAC.

6 mila nomi distribuiti in diciassette elenchi in relazione alle Università, Accademie e Istituti frequentati; 6 mila persone suddivisi in base al loro settore di appartenenza che vanno dal “Percorso Formativo Professionalizzante (PFP) 1 – Materiali lapidei e derivati; superfici decorate dall’architettura” al “PFP 6 – Strumenti musicali. Strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici”.

«Un atto doveroso che finalmente viene attuato dopo tanti anni d’attesa». Così ha dichiarato Alberto Bonisoli, Ministro dei beni e delle attività culturali. «Il mio auspicio – ha sottolineato – è che, dando la meritata rilevanza a queste professionalità, sia possibile stimolare tanti ragazzi e ragazze a intraprendere questa bellissima professione. Il raggiungimento di questo importante obiettivo è stato possibile soltanto grazie alla professionalità e alla dedizione dello staff della Direzione Generale Educazione e Ricerca e al dottor Giuseppe Carci, della mia segreteria tecnica, che ha seguito e coordinato tutto l’iter che ha portato alla pubblicazione dell’elenco».

Diciotto lunghi anni sono passati dall’individuazione dei requisiti necessari per ottenere la qualifica professionale de restauratore di beni culturali. Diciotto anni in cui si sono susseguite proroghe su proroghe e sarebbe mancato qualche altro anno per far durare il calvario dei restauratori più dell’Odissea. Diceva Omero: «Anche i dolori sono, dopo lungo tempo, una gioia, per chi ricorda tutto ciò che ha passato e sopportato». Sarà vero?

Tutto inizia da qui: D.M. 3 agosto 2000, n. 294 e D.M. 24 ottobre 2001, n° 420. Si prosegue nel 2009, anno in cui vengono avviate le verifiche tecniche per il riconoscimento della professione; si interrompono, però, nel 2010 «in attesa che si realizzi l’iter parlamentare necessario alla revisione dell’art. 182 del Codice dei beni culturali e del paesaggio». Si arriva al 2015, con la pubblicazione del “Bando pubblico per l’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali”, per poi arrivare nel 2017, in cui il MiBACT pubblica una circolare con la quale stabilisce i componenti della Commissione esaminatrice, e giungere al 2018 con qualche proroga di troppo. Nel settembre 2018 la commissione stava lavorando per rendere fruibili i risultati provvisori del bando. Dal 22 ottobre 2018 si poteva accedere al sito MiBAC per vedere l’esito della procedura di qualifica per il restauratore di beni culturali. Si giunge infine al 28 dicembre 2018, a pochi giorni dalla notte di San Silvestro, con la pubblicazione dell’elenco degli abilitati.

Quanto sono dovuti invecchiare i restauratori in queste disavventure per potere vedere riconosciuti i loro sforzi?

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