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Sviluppo Sostenibile e difesa della Natura. Intervista a Francesco Di Felice delegato FNS

da | 24 Dic 2018 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

La Fondazione Sorella Natura, a conclusione del suo 26° anno di attività ha svolto due importanti iniziative: una presso l’Università de L’Aquila il 23novembre e l’altra a Roma presso il Senato della Repubblica, il 12 dicembre. Matrice comune delle due iniziative è stato lo “Sviluppo sostenibile”, argomento oggi più che mai attuale.

A partire dagli allarmi lanciati negli anni ’60 dal Club di Roma il dibattito, sul tema della sostenibilità ambientale, si è fatto sempre più acceso non solo nel mondo scientifico e culturale, ma anche in quello politico, investendo via via vari aspetti a seconda della sensibilità di soggetti collettivi che se ne occupavano: dalla difesa del verde, alle plastiche ed ai rifiuti urbani, al sollevamento del livello dei mari, e molti altri temi legati all’ambiente.

Già nel convegno “Sviluppo Sostenibile e difesa della Natura” tenutosi a L’Aquila, la Fondazione ha concretamente avviato un percorso di riflessione coinvolgendo cittadini imprese ed istituzioni nazionali e dell’Europa. Numerosissimi gli spunti di riflessione evidenziati dagli autorevoli relatori del convegno. Dal ruolo delle istituzioni comunitarie per il raggiungimento dell’obiettivo di una “crescita” che non sia in contrasto con la tutela dell’ambiente, alle previsioni catastrofiche sui cambiamenti climatici che potranno essere arginate se il 50% della superficie terrestre almeno fosse area protetta. L’Abruzzo, è esempio di “best practice”; da lungo tempo ha mosso i passi in questa direzione in quanto è la Regione con il più alto tasso di protezione di tutta Europa ed è stata la prima nella quale è stato istituito un Parco Nazionale insieme a quello del Gran Paradiso, sottolineato anche dall’intervento di Giovanni Legnini, già Vice Presidente del CSM: “ per l’Abruzzo le questioni ambientali devono essere non una delle priorità o dei punti programmatici, ma la cifra sulla quale costruire il futuro della nostra regione, il progetto con il quale si parla non solo agli abruzzesi ma anche al Paese e all’Europa”.

La riflessione avviata dalla Fondazione Sorella Natura è proseguita con il Convegno che si è tenuto presso il Senato della Repubblica a Roma, dal titolo “Sviluppo sostenibile e questione energetica”. Altri temi, oltre quelli già evidenziati a L’Aquila sono stati indicati dagli esperti e politici presenti; l’on. Pier Ferdinando Casini, ha enfatizzato l’esigenza di educarci ed educare a una nuova coscienza del rapporto tra uomo e natura, collaborando tutti, a partire dalla scuola e dalle famiglie, a una maggiore sensibilizzazione su queste tematiche. Per avere una panoramica sintetica ma esaustiva sulle tematiche e le conseguenti riflessioni maturate nei due eventi promossi dalla Fondazione, abbiamo intervistato, il delegato regionale per l’Abruzzo della Fondazione , Francesco Di Felice.

D: Qual’ è il giudizio complessivo sulle due iniziative appena concluse e quali ricadute si attende per l’Abruzzo?

R: Le due iniziative risultano essere in profonda In sintonia con i forti e costanti richiami del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la mobilitazione comune a salvaguardia dell’ambiente, con lo sguardo rivolto a Katowice in Polonia dove si è tenuta la Conferenza ONU sul cambiamento climatico. Durante i convegni sono stati esaminati e discussi scenari e problematiche legati all’ambiente, alla tutela della natura, alla questione energetica in rapporto a lavoro, mobilità e sviluppo sostenibile. Tali spunti di riflessione oggi risultano essere di vitale importanza anche in considerazione del delicato momento che stiamo vivendo: l’uso massivo dei combustibili fossili, ha portato ad un’espansione esponenziale del benessere mondiale, ma ha altresì generato una grave crisi ecologica e climatica. L’innovazione tecnologica e l’innovazione culturale (intesa come cambio di atteggiamento) devono subire un’accelerazione al fine di arginare le problematiche create negli ultimi anni. Questo è in sintesi il messaggio dei due convegni: messaggio che dovrà rappresentare la chiave di volta di un cambio di passo culturale anche nella regione Abruzzo

D: Secondo Lei in Abruzzo è sufficientemente percepita l’importanza della problematica ambientale e della difesa della Natura, e cosa si può fare di più?

R: La regione Abruzzo, con i suoi Parchi Nazionali, il Parco Regionale Sirente – Velino, l’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano”, numerose Riserve Regionali, oltre ai SIC ed alle ZPS istituiti sulla base della direttiva comunitaria, risulta essere un vero scrigno di biodiversità . La presenza di tale patrimonio naturale risulta essere però una condizione non sufficiente perché l’Abruzzo passi ad essere dagli slogan ai fatti “il Cuore Verde d’Europa”. Le politiche condotte fino ad oggi spesso sono state poco rispettose del ricco patrimonio naturale della Regione. E’ necessario in primo luogo che la politica acquisisca consapevolezza del valore del risorse naturali e che agisca in maniera da tutelarle realmente, senza intraprendere azioni che vadano in direzione contraria rispetto alla reale vocazione del territorio.

D: E rispetto alla tematica della protezione e valorizzazione dei Beni Culturali e delle conseguenti ricadute per il Turismo, a che punto siamo ?

R: La Regione Abruzzo, accanto ad una natura incontaminata, ha anche un ricco patrimonio di risorse storiche, monumentali ed artistiche. Le emergenze naturali e culturali potrebbero rappresentare il volano di una nuova forma di economia che affonda saldamente le radici nelle risorse del territorio, tutelandole e valorizzandole. Tuttavia ad oggi si avverte anche in questo campo una profonda contraddizione: nonostante la grande offerta ad oggi in Abruzzo il turismo risulta essere un settore non adeguatamente sviluppato. La causa è probabilmente da ricercare nella difficoltà a fare sistema nella nostra Regione. Anche in questo caso la politica può svolgere un ruolo fondamentale, operando affinchè ci sia un cambio di passo culturale ed inducendo gli operatori a lavorare in sinergia per promuovere un progetto che veda nella valorizzazione delle risorse del territorio la vera economia della regione.

D: Lei si è laureato il 20 Ottobre presso l’Università de L’Aquila in Ingegneria Informatica e Automatica con una tesi dal titolo:” Parcheggio Automatico di Autoveicoli con Predizione di Impatto”. Se dovesse applicare quanto da Lei scritto nella Sua Tesi, per interventi a favore dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, nella Sua città, da dove inizierebbe ?

R: Già di per sé il parcheggio automatico rappresenta un importante esempio di “sviluppo sostenibile”, poiché per suo naturale concepimento, si sposa perfettamente con il concetto di rispetto verso la Natura. Infatti in tal senso il parcheggio automatico, riduce la manovra di parcheggio in un calcolo algoritmico, che la macchina è in grado di portare a termine con un tasso di errore sicuramente inferiore rispetto a quello di un essere umano. Nella semplificazione della manovra di parcheggio è insito anche il conseguente risparmio di carburante che ne deriva, sposandosi così con una corretta cultura ambientale i riduzione dell’inquinamento atmosferico. Pertanto nel prossimo futuro è opportuno incentivare l’acquisto di automobili che possano supportare tale tipo di tecnologia e comunque incentivare l’innovazione tecnologica intensa come strumento per supportare lo sviluppo sostenibile.

D:Secondo Lei quale futuro politico-amministrativo si preannuncia per la Regione Abruzzo ? Lei cosa si augura anche con riferimento ai candidati alla carica di Presidente?
R: Il futuro politico-amministrativo della nostra regione è tutt’altro che delineato e in tal senso possiamo rivedere quanto accade a livello nazionale. Tuttavia in un contesto di più ampio respiro come quello nazionale, è possibile riscontrare, a mio parere, un rilevante cambio di epoca, che vede la morte definitiva della politica cosiddetta “di vecchio stampo”, basti vedere in tal senso il completo disfacimento del concetto Partito. Questi fenomeni, com’è normale che sia, hanno riscontro anche in un’ambito più ristretto come quello della Regione Abruzzo. L’unico vero progetto che in tal senso può risultare vincente è quello di un progetto civico, che arruoli tra le proprie fila esponenti della società civile. Uomini provenienti dal mondo della professione, della cultura, della religione, che possano, partendo da un proprio riscontro diretto dovuto alla propria esperienza personale, garantire interventi e proposte fattive che puntino a ridare alla nostra regione quel posto di primo piano che gli spetta a pieno titolo nel panorama europeo. E tutto ciò, come già detto precedentemente, sempre nell’ottica della tutela ambientale. Personalmente ritengo che, tra i candidati alla corsa per la carica di Presidente, l’unico che stia spendendo le proprie energie nella realizzazione di un progetto come quello appena spiegato è l’On. Giovanni Legnini, che slegandosi da logiche partitiche sta tentando di creare un punto di rottura con la vecchia politica, dando spazio ad una politica che porti alla guida della nostra bella ma fragile Regione, un mondo civico specializzato della professione, della cultura, del volontariato, un mondo civico preparato, onesto e volenteroso.

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