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Scoperti batteri restauratori in grado di proteggere i dipinti antichi

da | 10 Dic 2018 | Arte e Cultura

Uno studio dell’Università di Ferrara ha individuato dei batteri “restauratori” capaci di combattere i microrganismi che colonizzano e degradano i dipinti antichi. Il team di studiosi guidato da Elisabetta Caselli ha utilizzato il metodo sull’Incoronazione della Vergine di Carlo Bonomi, olio su tela del 1600, il quale aveva già subito dei danni in occasione del terremoto del 2012. E’ stata presa in considerazione una porzione minuscola di tela, di appena quattro millimetri quadrati, per effettuare una sorta di censimento che individuasse tutti i microrganismi presenti vicino all’area danneggiata. Combinando tecniche di microscopia e colture microbiche, i ricercatori hanno mappato l’intero microbioma dell’opera d’arte: in particolare, hanno isolato diversi ceppi di batteri come stafilococchi e bacilli, oltre che funghi appartenenti ai generi Aspergillus, Penicillium, Cladosporium, e Alternaria. A sfamarli sarebbero proprio alcuni pigmenti usati sulla tela, come la lacca rossa e le terre rosse e gialle. Per contrastare la loro azione, i ricercatori hanno provato un biocomposto ad azione decontaminante contenente spore di tre ceppi batterici (Bacillus subtilis, Bacillus pumilus, bacillus megaterium): alcuni test in provetta hanno dimostrato che sono realmente efficaci nell’inibire la crescita dei batteri e dei funghi che contaminano il dipinto. “Da anni il Centro Interdipartimentale CIAS dell’Ateneo si occupa di ricerche sul popolazioni microbiotiche, soprattutto in ambito ospedaliero, dove ha dimostrato che il trattamento con batteri probiotici del genere Bacillus può rimodulare stabilmente il microbiota sulle superfici ospedaliere, riducendo fortemente la contaminazione da patogeni, e le conseguenti infezioni associate”, spiega Caselli. Sulla base di questi dati, il gruppo ha ipotizzato che la rimodulazione del microbiota possa essere un principio generale applicabile in molti campi, tra cui quello della conservazione dei beni culturali e delle opere d’arte, cercando pertanto di studiare questo aspetto nel corso delle attività di restauro dell’opera del Bononi. La ricerca, pubblicata sulla rivista PLOS One ha evidenziato quindi la capacità dei Bacillus di inibire la crescita di tutte le specie microbiche isolate dal quadro, fornendo basi promettenti per un possibile futuro utilizzo di questo sistema sulle opere d’arte. Ci sono già in letteratura risultati positivi sull’applicazione di questi sistemi biologici sulle opere in pietra (marmi, statue, monumenti). “E’ importante sottolineare – conclude la microbiologa – che i risultati sono finora stati ottenuti in vitro, e che stiamo attualmente svolgendo ulteriori prove, su substrati simili a quelli trovati sul quadro, per verificare che i Bacillus non danneggino in alcun modo la superficie pittorica una volta applicati”. L’obiettivo degli studiosi è ora quello di capire se questa sostanza possa essere usata in modo sicuro sulle opere d’arte, rappresentando dunque una vera e propria rivoluzione nell’ambito del restauro. Non solo: il microbioma, ovvero l’insieme degli agenti presenti sul dipinto, potrebbe essere utilizzato per verificarne l’autenticità.

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