fbpx

Federturismo: il turismo internazionale e le prospettive per l’Italia

da | 7 Dic 2018 | Turismo

“Un’adeguata politica di penetrazione turistica nei mercati strategici deve essere uno dei capitoli più importanti della strategia complessiva che occorre disegnare e seguire per accrescere la presenza italiana in quei mercati così come la realizzazione di un grande piano di accessibilità del Paese che avrebbe ovvie ricadute sulla competitività delle nostre imprese e sul turismo.” Lo dichiara il Presidente di Federturismo Confindustria e amministratore delegato di Fs Gianfranco Battisti in apertura del convegno “ Il turismo internazionale e le prospettive per l’italia” tenuto ieri giovedì presso la sede di Confindustria a Roma.

Al tavolo dei relatori erano presenti oltre al Presidente Battisti, il capo ufficio rapporti internazionali del MIPAAFT Alessandra Priante, il neo candidato alla presidenza dell’Enit Giorgio Palmucci, Giulio De Metrio C.O.O. di Sea aeroporti di Milano ed il ministro delle politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio.

“L’industria del turismo non può essere lasciata solo alla buona volontà delle imprese, se non c’è un adeguato supporto alle imprese credo che non andremo molto lontano”. ha proseguito il presidente Battisti “L’industria deve essere supportata da un sistema di governance per operare al meglio. Gli investimenti per il turismo sono importanti per il rilancio del Paese. L’Italia è fortemente attrattiva ma ho parlato con fondi internazionali e il rischio è che il ritorno agli investimenti sia di lungo periodo”. Battisti ha anche evidenziato il gap Nord- Sud. “Negli ultimi 36 mesi a Milano ci sono state 18 transazioni per valorizzazioni turistiche alberghiere. La stessa attrattività però non c’è nel Sud del Paese. Bisogna quindi capire – ha concluso – come attrezzarci per assorbire la domanda in crescita ed evitare questa differenza tra Nord e Sud.

Lo stato della nostra industria del Turismo è ben rappresentata dalla relazione tecnica “ Il turismo internazionale, le policy e le best practices da analizzare” illustrata da Alessandra Priante, che è il punto di riferimento delle relazioni internazionali istituzionali del turismo, rappresentando l’Italia nei principali enti multilaterali del turismo (come UNWTO, OCSE, Europa). La relazione, restituisce una visione critica dell’uso dei numeri nel turismo, mettendo in evidenza come i dati macroeconomici sono quelli sicuramente più rilevanti per comprendere le direzioni strategiche sia nazionali che locali e che tali dati nel turismo hanno una rilevanza solo se considerati a livello comparativo, più che per altri settori.

Gli arrivi turistici internazionali, nei primi nove mesi del 2018, hanno raggiunto quota un miliardo 83 milioni, 56 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2017. L’Europa, dopo l’Asia, ha trainato l’accelerazione (+7% complessivi) e l’Italia, quinta destinazione mondiale, con 62 milioni di arrivi internazionali, si posiziona con un +6% tra i primi paesi per crescita di entrate. Ma quali sono i contesti Paese in cui tali dati vengono generati? E che tipo di andamento macroeconomico riflettono? Parlare di dati “storici” del turismo è un esercizio importante e interessante ma sempre di più, con i ritmi di crescita evidenziati a livello mondiale, diventa necessario sia per il settore pubblico che per quello privato poter disporre di fonti armoniche di dati del turismo che siano in grado di restituire una visione quanto più accurata, in tempo reale e prospettica.

Scegliendo alcune variabili chiave a livello strategico, come i dati, la connettività, l’approccio alla trasformazione digitale, la facilità di fare business, si sono paragonati i più interessanti Paesi a livello europeo, partendo dalla Spagna (che ha una struttura di mercato maturo molto più simile a quella dell’Italia) analizzando, Austria, Portogallo, Slovenia, Grecia e UK, Paese interessante perché in una condizione politica “incerta”, ma sicuramente uno dei più importanti benchmark nella zona europea di come il turismo funzioni a livello strategico. Visualizzando i valori economici del settore del turismo sia in termini di contributo generativo al PIL che all’occupazione, con dati attuali e prospettivi (al 2028), si notano subito degli outperformer come Austria, che vede un incremento al 2028 del contributo del PIL da 4,7% a 16,7%, alla solida e costante crescita di Slovenia e Portogallo. Così come nell’analisi del contributo dell’occupazione nel settore turismo, si nota come la solidità del Regno Unito è in grado di rendere il settore del turismo realmente impattante.

Una delle ragioni principali di questo è ovviamente da ricercare nella virtuosità della relazione tra pubblico e privato, prevalentemente visibile nella “facilità” del fare business che esiste negli altri Paesi rispetto all’Italia che – nella classifica stilata dalla World Bank – occupa solo il 46esimo posto, tra la Romania e l’Armenia.

Sono 6 le aree di riferimento in cui si agisce nei Paesi che intendono mettere il turismo al centro della loro strategia internazionale: la domanda, lo sviluppo delle capacità digitali e competitive, il sostegno agli investimenti e l’attuazione di un’agenda di riforma della “burocrazia Paese”, una positiva interazione con il settore dei trasporti, il focus sulle professionalità e gli skill del turismo e, in conclusione, creare un settore resiliente, produttivo e di qualità.

“L’incontro di oggi è un momento di riflessione importante sulle dinamiche dei flussi turistici in Italia – afferma Giulio De Metrio, Chief Operating Officer di SEA – In un periodo positivo per l’aeroporto di Milano Malpensa che con quasi 24,5 milioni di passeggeri chiuderà quest’anno con una crescita dell’11%, si conferma la strategia di SEA volta a individuare nuove opportunità commerciali e industriali con il mercato cinese. Da qui l’esigenza di ampliare gli accordi bilaterali tra i governi per l’aumento dei diritti di traffico. L’italia ne ha pochi rispetto, ad esempio alla gran Bretagna ed alla Spagna. La conseguenza è che molti turisti sono costretti a transitare per altri paesi europei per poter entrare in Italia. L’accordo Italia-Cina è un collo di bottiglia per lo sviluppo del traffico aereo; dovrebbe essere invece come l’accordo Italia -USA che è “opensky”.

“ll dato sugli arrivi turistici internazionali conferma un trend positivo, importante per il settore e per l’economia del Paese – dichiara Giorgio Palmucci, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi. Il mondo degli alberghi è impegnato a cogliere le nuove opportunità con un occhio sempre attento alle dinamiche del mercato, ai nuovi trend ed alle esigenze dei nuovi clienti”. Il neo designato presidente dell’Enit, ha incassato l’augurio di tutti i presenti per la conferma della sua nomina all’Enit. ”Auspichiamo che si concluda a breve il processo per la nomina di Giorgio Palmucci all’Enit, siamo entusiasti di averlo come candidato”. ha dichiarato Gianfranco Battisti che ha sottolineato come Palmucci abbia le competenze giuste. Poi il ministro Centinaio ha annunciato che “Sulla nomina di Giorgio Palmucci alla presidenza dell’Enit “si e’ espressa anche l’Anac che ha dato parere positivo e ha detto che non c’e’ nessuna incompatibilita’”. “Il problema – ha spiegato il ministro – e’ che quando l’Enit dovra’ votare qualcosa che riguarda la sua professione o l’azienda dove ha dei ruoli Palmucci dovra’ non partecipare o astenersi. Un po’ come e’ gia’ successo con la ex presidente Evelina Christillin o il consigliere Fabio Maria Lazzerini. Se la burocrazia – ha concluso Centinaio – vuole che io nomini una persona che non abbia niente a che fare con il turismo oppure un disoccupato cadra’ tutto il progetto di avere un Enit autorevole”.

“Il quinto posto tra le destinazioni mondiali ci sta stretto – commenta il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio – Abbiamo delle potenzialità incredibili rimaste inespresse. Stiamo già lavorando sul turismo di ritorno, ma dobbiamo fare di più. Riduciamo le frammentazioni esistenti, puntiamo sulla digitalizzazione e investiamo nelle strutture e infrastrutture. Ripensiamo il turismo italiano attraverso uno sviluppo integrato, che tenga conto della trasformazione industriale e dell’espansione dei servizi. L’obiettivo è implementare tecnologia e innovazione legati alla tradizione perché, se manca la tradizione, non sai più dove stai andando. In altre parole, facciamo sistema e crediamo davvero nella forza del brand Italia.”

Purtroppo però l’Italia all’estero, “si promuove come “l’Armata Brancaleone” tanti soggetti che vanno in ordine sparso quali: Enit, Regioni, operatori, consorzi, ambasciate e consolati; l’obiettivo oggi è trasformate l’Enit come interlocutore privilegiato e autorevole per Regioni e privati per la promozione all’estero. La Spagna , la Francia e la Germania fanno così, non vedo perché non possiamo farlo noi”. Per quanto riguarda la promozione , ha concluso Centinaio, bisogna “cambiare e promuoversi in modo diverso e più strutturato. Un’azienda, lavora così: programmazione e promozione, l’Armata Brancaleone è come hanno lavorato finora”.

“Non bisogna guardare tanto le classifiche, soprattutto se i dati riguardano il 2017 che per me rappresentano il paleozoico. mi occupo di dati se non in tempo reale poco ci manca”. “Sfido qualunque impresa a fare la programmazione su dati così vecchi. – ha proseguito il ministro – Dobbiamo guardare non tanto al numero ma sempre di più a quanto stanno e quanto spendono i turisti. Dobbiamo rivolgerci a un turismo alto che è all’altezza di quello che vogliamo proporre”.

Sulla direttiva Ue Bolkestein “so bene che la strada e’ stretta e che andremo al 99,9% in infrazione comunitaria. Basta saperlo e avvisare i cittadini italiani. Sono consapevole, ma si tratta di una questione di dignita’ e di difesa del nostro Paese”.

Il ministro ha illustrato i punti su cui si basa la strategia operativa del suo ministero che dovrebbe portare tra l’altro alle costituzione del Ministero del Turismo. I temi che si stanno affrontando riguardano: il progetto per un tavolo di lavoro che porti ad una proposta di legge sul riordino delle professioni del turismo; la formazione delle figure professionali del turismo troppo spesso autodidatte o formate all’estero; lotta all’abusivismo delle strutture ricettive e costituzione di un registro nazionale delle strutture ricettive ed attivazione del codice univoco delle strutture; facilitare le condizioni per gli investimenti dei privati; utilizzo della tassa di soggiorno dei comuni per investimenti nel settore; la valorizzazione delle aree rurali.

Clicca sul banner per leggere la rivista