Tornano in mostra a Napoli i 200 pastori del ‘700 trafugati

da | 6 Dic 2018 | Mostre ed Eventi, News

Tornano a Napoli gli oltre 200 pastori presepiali del Settecento che erano stati trafugati da chiese e abitazioni private e da oggi sono esposti nel complesso monumentale di San Domenico Maggiore. Sara’ visitabile per un mese, da domani al 6 gennaio, la mostra ‘Te piace o presepio?’, organizzata dalla Fondazione Sant’Alfonso Maria dei Liguori e Museo Permanente del Presepe Napoletano grazie al sostegno della Regione Campania e alla collaborazione del Comune di Napoli, che apre al pubblico un’esposizione delle statuine presepiali recuperate dai carabinieri a gennaio nell’ambito di un maxi sequestro effettuato dal nucleo tutela del patrimonio culturale dei carabinieri di Napoli con il coordinamento della procura di Isernia. “E’ una delle tante belle mostre presepiali che in questi giorni si stanno inaugurando per il Natale a Napoli – ha detto il sindaco Luigi de Magistris -. Lanciamo un messaggio forte di tradizione, arte, cultura ma anche di legalita’, con tante persone e istituzioni che si mettono insieme per dare sempre piu’ valore alla cultura della nostra citta’”. Tra i pastori recuperati e da oggi in mostra a Napoli, dal valore di circa 2 milioni di euro, troviamo anche la ‘refurtiva’ di 3 importanti colpi avvenuti, tra il 1999 ed il 2000, in due abitazioni private di Napoli e dalla Chiesa di Sant’Agnello della costiera sorrentina. A derubare i manufatti 20 persone provenienti da Bergamo, Salerno, Brescia, Reggio Calabria e diversi comuni dell’hinterland napoletano. Sono esposte anche dieci scene degli antichi mestieri che fanno parte della collezione Rogiosi di Rosario Bianco e la Nativita’ della collezione di Carlo Alemi, presidente del comitato scientifico della Fondazione Sant’Alfonso Maria dei Liguori, il cui presidente onorario e’ l’arcivescono di Napoli, Crescenzio Sepe. “Il presepe – ha spiegato il cardinale intervenendo alla presentazione della mostra – resta, da sempre, il simbolo reale e concreto di quello che e’ il significato profondo del Natale, che non deve essere limitato solo a feste esteriori e luminarie. Con il Natale dobbiamo scendere nel cuore nostro e degli altri: l’accoglienza e’ una delle parole del Natale, quando l’uomo non si chiude in quell’egoismo in cui c’e’ morte e asfissia”. (Nac/ Dire)