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Mibac. Stanziati 109 milioni per mettere in sicurezza 314 siti culturali

da | 3 Dic 2018 | Arte e Cultura

Il Question Time di giovedì 29 novembre ha chiarito la posizione del governo sulla materia sicurezza. Il ministro Alberto Bonisoli lo aveva già dichiarato all’inizio di novembre, durante la visita all’Archivio di Stato di Arezzo, e lo ha ribadito nell’interrogazione parlamentare: prima di tutto «la sicurezza dei dipendenti, dei visitatori e del patrimonio culturale».

«Il modo che lo Stato ha avuto di affrontare il tema della sicurezza antincendio – ha affermato Bonisoli – è stato troppo indulgente nei confronti di sé stesso. Lo Stato non ha la stessa attenzione nel chiedere a sé stesso quello che chiede a un soggetto privato. Diversi luoghi della cultura non sono a posto dal punto di vista della sicurezza». Per far fronte a questo problema, il ministro ha ricercato risorse economiche all’interno del budget MiBAC, riuscendo a smobilizzare 109 milioni di euro per realizzare un Piano pluriennale di sicurezza antincendio, totalmente finanziato dal Ministero, che interesserà 314 siti culturali, come aveva già dichiarato in precedenza.

«Ci siamo resi conto che – ha continuato – in alcuni casi si erano spesi milioni per interventi di ristrutturazione e mancava quel pezzettino in più per fare la scala antincendio o il padiglione antipanico. Questo è quello che è successo in passato e il mio impegno è che non accada più in futuro». Il messaggio è stato chiaro: partire da un piano fondamentale e necessario che mancava agli scorsi governi per evitare tragedie come quelle di Arezzo, in cui hanno perso la vita Piero Bruni e Filippo Bagni, o come quelle evitate a Roma il 30 agosto (crollo del tetto della Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami). Un piano straordinario per la sicurezza di beni culturali è stato inserito nel decreto legge 28 settembre 2018 n. 109 art. 14, nel quale si evince l’adozione, appunto, di «un piano straordinario nazionale di monitoraggio e conservazione dei beni culturali immobili», nonché i criteri che permetteranno di individuare i beni da monitorare, «i necessari ordini di priorità dei controlli» in base alle avversità del territorio e alle vulnerabilità strutturali degli stessi siti; il D.L. definisce anche gli strumenti e le modalità di controllo.

Il ministro, sempre nell’interrogazione parlamentare, ha precisato che è prevista una collaborazione con i vigili del fuoco per revisionare le panificazioni di emergenza e le procedure. L’obiettivo primario sarà quello di formare i dipendenti: «la formazione deve partire dal più alto livello gerarchico in un’istituzione, se i dirigenti non fanno il corso antincendio non possono pretendere che i dipendenti diano la giusta attenzione alle normative».

A capo della Direzione generale per l’Unità per la sicurezza del patrimonio culturale, istituita nel 2017 e mai entrata in funzione, è il prefetto Fabio Carapezza Guttuso. L’Unità sarà il punto di riferimento in situazioni di emergenza; tutte le strutture che collaborano alla sicurezza (dalla Protezione civile ai Vigili del fuoco) dovranno rivolgersi a questa struttura.

Infine, Bonisoli ha fatto riferimento anche al progetto “Duplice uso sistemico delle forze armate”, ovvero sull’utilizzo innovativo delle forze armate: «si tratta di utilizzare i dati che la Difesa ha a disposizione attraverso i satelliti e i droni per monitorare fenomeni di dissesto idrogeologico legati ai beni culturali o cedimenti strutturali». Questo permetterà di prevenire eventuali catastrofi.

Soddisfatta del lavoro e dell’impegno del Governo in questa materia, si ritiene Michela Montevecchi, Vicepresidente 7° Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) e Segretario del Consiglio di Presidenza del Senato, che ha interrogato il ministro. «È assolutamente necessario – ha concluso la senatrice M5S – provvedere alla sicurezza di persone e beni»; sarà importante la collaborazione tra «tutte le strutture deputate alla sicurezza» che porterà ad agire in maniera rapida e «tempestiva ma soprattutto garantire una migliore prevenzione. Quello che veramente occorre al nostro patrimonio è un piano di manutenzione ordinaria».

Ma i 109 milioni di euro a quali siti saranno assegnati? Innanzitutto l’importo complessivo è di 109.475.469,65 € (come si evince dal Decreto di programmazione straordinaria dei fondi rivenienti dal POin/FESR 2007-2013 del 25 ottobre 2018) e l’allegato contiene la ripartizione delle risorse. Gli interventi andranno a vantaggio di 11 regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto); la regione Lazio ha il maggior numero di siti interessati, 44 per l’esattezza, tra cui: Villa Adriana (1.685.000 €), Galleria nazionale d’arte moderna (1.553.000 €), Museo della Civilità (1.390.000 €), Parco archeologico del Colosseo, Foro romano – Palatino – Museo palatino (100.00 €), Pantheon (12.000 €).

Poi troviamo la Toscana con 24 siti interessati, Campania 19, Calabria e Piemonte 12, Basilicata 11, Sardegna 9, Abruzzo e Veneto 8 e Sicilia 7.

L’ultima voce dell’allegato riporta“Ulteriori interventi – elementi in corso di acquisizione dai DVR (Documenti di Valutazione dei Rischi)” a cui sono destinati 1.732.866,57 €.

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