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ENIT: le Regioni ancora indecise sul proprio rappresentante nel CdA. E nel frattempo il Ministero studia l’unificazione con ISMEA.

da | 2 Dic 2018 | Turismo

Le Regioni, che due settimane fa avevano indicato provvisoriamente (per esigenze tecniche) Giovanni Lolli quale proprio rappresentante nel Consiglio di Amministrazione dell’ENIT, sono ancora “imballate” ed hanno rinviato la designazione definitiva al 12 dicembre prossimo. È questo l’esito dell’ultima riunione del Coordinamento degli Assessori regionali al Turismo, svoltasi a Roma mercoledì scorso, dopo un ampio dibattito che è servito ad approfondire le diverse posizioni politiche. Al termine della discussione, l’assessore Corsini dell’Emilia Romagna ha ipotizzato una conferma di Lolli, chiedendo all’interessato se fosse disponibile. Lolli, il quale ha svolto negli ultimi anni il ruolo di Coordinatore degli Assessori, ha ringraziato i colleghi ma ha espresso riserve sulla soluzione proposta da Corsini, rinviando le proprie valutazioni finali al 12 dicembre, data in cui si terrà la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome. I motivi alla base dei dubbi per tale candidatura sarebbero diversi.

In primo luogo, il Ministero delle Politiche agricole e del Turismo aveva più volte chiesto informalmente alle Regioni di orientarsi su un profilo tecnico e non politico, tanto che in un primo momento la scelta della Commissione era caduta su Francesco Palumbo (ex direttore generale del turismo al MIBACT con contratto scaduto da pochissimo). La possibile illegittimità della sua nomina ai sensi della legge Severino – in quanto il direttore generale del Turismo esercita la vigilanza sull’Enit – ha suggerito di evitare dubbi e frizioni con il Ministero, generando però un insormontabile stallo. Nel frattempo, dagli ambienti ministeriali giungeva un gradimento sulla figura di Magda Antonioli, docente di economia del Turismo alla Bocconi di Milano e considerata vicina sia al ministro Centinaio che Palmucci (neo designato presidente di Enit, ndr).

Gli assessori, manifestando un certo disagio per questa pressione ritenuta irrituale se non proprio indebita, hanno così preferito orientarsi su un profilo dotato di maggiore spessore ed esperienza istituzionale. Insomma, una figura non solamente tecnica ma anche con competenze politiche. In questo quadro, quindi, potrebbe avere un senso la designazione di Giovanni Lolli, attuale Assessore al turismo dell’Abruzzo e Presidente facente funzioni della Regione, a seguito delle dimissioni di Luciano d’Alfonso, che ha optato per il seggio in Parlamento, a cui è stato eletto nel marzo scorso. La volontà di scegliere un tecnico, che peró vanti anche notevoli esperienze politiche accanto alla necessaria competenze nel settore, sarebbe inoltre conseguenza della grave situazione più volte lamentata dalle Regioni: uno “scollamento” tra le esigenze dei diversi territori e l’attività del proprio consigliere uscente, Antonio Preiti, e motivo di ripetute critiche nei confronti di Enit. Ma un ostacolo alla designazione di un politico attualmente “in servizio” potrebbe insorgere a causa della normativa sugli appalti, che impedirebbe gli affidamenti diretti dalle Regioni all’Enit (in particolare, partecipazione alle fiere internazionali ed allestimento degli stand).

E, mentre gli Assessori continuano a discutere, nei corridoi del Ministero gira una ipotesi clamorosa: sarebbe allo studio la fusione per incorporazione dell’ENIT con l’ISMEA. Si tratterebbe di un nuovo Ente pubblico guidato da Giorgio Palmucci, che potrebbe così disporre della sostanziosa dote finanziaria proveniente dalla accorta gestione degli ultimi anni, vantata dall’istituto agricolo ISMEA. Un patrimonio che fa certamente gola al partito del Ministro, pronto ad accelerare tale processo di fusione, prevedendo un apposito emendamento alla legge di bilancio.

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