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E’ David Hockney l’artista vivente più pagato

da | 18 Nov 2018 | Arte e Cultura

“Portrait of an Artist (Pool with two figures)” è il quadro dell’artista David Hockney che è stato battuto all’asta da Christie’s a New York per 90,3 milioni di dollari pari a circa 79,5 milioni di euro. Si tratta della cifra più alta mai raggiunta per un’opera di un artista vivente. L’ultimo record apparteneva alla scultura “Balloon Dog (Orange)” di Jeff Koons, battuto all’asta sempre da Christie’s nel 2013 per 58 milioni di dollari. L’opera di Hockney raffigura un uomo vestito che sul bordo di una piscina osserva un altro uomo che nuota verso di lui con alle spalle un paesaggio che ricorda il Sud della Francia. Il primo uomo rappresentato è Peter Schlesinger, l’ex compagno dell’artista e suo ex studente alla University of California di Los Angeles. La tela è stata dipinta per una mostra nel 1972 alla André Emmerich Gallery di New York, quando la liason tra maestro e allievo era finita: l’uomo che nuota potrebbe essere il nuovo amante. Il quadro è stato affidato per la vendita all’asta da Christie’s dal miliardario britannico Joe Lewis, proprietario del Tavistock Group e della squadra di calcio dei Tottenham Hotspur.

David Hockney ha 81 anni, è nato a Bradford, ed è stato uno dei principali esponenti della Pop art anglosassone dall’inizio degli anni sessanta. Fa dell’elemento figurativo il cardine della propria produzione artistica, che non si limita alla pittura. È infatti incisore, disegnatore e ritrattista, nonché fotografo ed autore di alcuni collage fotografici realizzati con le Polaroid. Le sue opere sono state a lungo sottovalutate, probabilmente a causa dei colori brillanti, delle forme troppo realistiche, e forse in parte anche per un pregiudizio omofobo: Hockney è gay e molti dei suoi quadri raffigurano scene di amore e intimità tra uomini, anche se solo accennate. Soltanto di recente ha conosciuto una nuova popolarità nel grande pubblico soprattutto grazie a tre importanti retrospettive: al Metropolitan Museum di New York, alla Tate Gallery di Londra e al Pompidou di Parigi. Da alcuni anni utilizza anche l’iPad per disegnare e dipingere. “La tecnologia ha sempre cambiato il senso delle immagini e le immagini sono il potere. Se l’arte fa a meno delle immagini, perde ogni possibilità, ogni potere. Ho cominciato prima a dipingere con l’iPhone. Poi, nel 2010, ho subito preso l’iPad in California. In Inghilterra non ce l’aveva nessuno. Per realizzare un dipinto con l’applicazione Brushes impiego un’ora. Con l’iPad non hai bisogno di nient’altro: hai tutti i colori sempre con te. Il risultato è diverso rispetto a quello della pittura ‘vera’. Ma una cosa non esclude l’altra”.

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