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‘Spitz-Rund’ di Kandinskij, una mostra svela i ‘trucchi’ del mestiere e l’iter dei restauri

da | 15 Nov 2018 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

I dettagli del restauro di una grande opera d’arte, ‘Spitz-Round’, olio su cartone eseguito da Kandinskij nel 1925, sono diventati l’oggetto di un’insolita e interessante mostra che apre il 15 novembre al Museo della Ceramica di Mondovi’ (Cuneo). Un percorso nei ‘trucchi’ del mestiere che consente ora di presentarlo con un significativo corredo di informazioni, utili per una sua migliore comprensione e per la sua futura conservazione; culmina con l’esposizione dell’opera restaurata in una teca appositamente realizzata.

L’opera è di proprietà della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergano (GameC) ed è inserita nella collezione della Galleria. Collaborano alla mostra, il Centro Conservazione e restauro ‘La Venaria Reale’, che ha eseguito i lavori i lavori di restauro, la Fondazione Crc ed il Comune di Bergamo.

Il percorso espositivo, strutturato in tre differenti sezioni, permette infatti al visitatore di scoprire l’opera da molteplici prospettive: dalla poetica dell’artista alla tecnica esecutiva, sino alla lettura delle fragilità del dipinto che, a causa dei materiali costitutivi e della sua storia conservativa, ha richiesto un impegno attento e accurato. Si apre con una sequenza di pannelli esplicativi corredati da una rassegna di immagini che permettono di osservare dettagli dell’opera non facilmente distinguibili a occhio nudo, per proseguire con il racconto delle analisi condotte sul dipinto: la seconda sala dell’esposizione ospita infatti la perfetta riproduzione di un laboratorio di restauro, in cui sono allestite le strumentazioni utilizzate per lo studio dell’opera. Il pubblico sarà quindi invitato a compiere una sorta di viaggio, passo dopo passo, nel lavoro di studio, osservazione tecnica, indagine diagnostica e restauro, sino allo svelamento dell’opera d’arte. Kandinskij (1866-1944) dipinge Spitz-Rund durante il periodo di docenza al Bauhaus di Weimar. L’influenza della scuola è evidente, al punto che l’opera può esserne considerata una sintesi: essa è, infatti, il frutto dell’elaborazione di un nuovo linguaggio artistico di Kandinskij che in questa fase della sua vita riconduce le linee, prima libere di fluttuare nello spazio pittorico, a forme elementari come rette, cerchi e triangoli.

“L’apertura di questa mostra, a conclusione di una campagna di indagini diagnostiche che ha permesso di acquisire informazioni preziose sulla sua storia, rappresenta ora un’occasione unica per il pubblico, che ha l’opportunità di ammirare il dipinto fuori dalle mura della GAMeC”, dichiara Lorenzo Giusti, direttore della GameC, sottolineando il valore del progetto culturale transregionale frutto della sinergia di diversi soggetti.

“L’apertura di questa mostra, a conclusione di una campagna di indagini diagnostiche che ha permesso di acquisire informazioni preziose sulla sua storia, rappresenta ora un’occasione unica per il pubblico, che ha l’opportunità di ammirare il dipinto fuori dalle mura della GAMeC”,

“Il rafforzamento dei rapporti di collaborazione con le istituzioni locali e nazionali rappresenta un’opportunità importante per la nostra Fondazione”, dichiara Stefano Trucco, Presidente del Centro Conservazione e Restauro ‘La Venaria Reale’. “Siamo grati alla Fondazione CRC per aver reso possibile questo progetto, che permette al pubblico di conoscere più da vicino il mondo del Restauro e a noi di raccontare il quotidiano impegno nella ricerca e nella conservazione del patrimonio culturale. La disponibilità della GAMeC e del Comune di Bergamo, che ci hanno affidato un’opera straordinaria, ha fornito ai nostri laboratori un caso di studio molto interessante e complesso, che accresce ulteriormente la nostra esperienza nel campo della conservazione delle opere di arte contemporanea”, conclude Trucco.

“Dopo il grande interesse destato l’anno scorso dal progetto su Manet – spiega Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Crc – abbiamo voluto portare a Mondovi’ l’opera di un altro grande artista. Siamo molto felici di poter presentare in provincia di Cuneo uno dei capolavori della storia dell’arte – Un dipinto ricco di fascino di cui possiamo svelare alcuni aspetti più nascosti”.

“un’importante iniziativa che vede tra i suoi punti di forza anche la restituzione al pubblico delle approfondite fasi di studio di un capolavoro del Novecento, che Bergamo è orgogliosa di custodire” dichiara Nadia Ghisalberti Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo.

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