La scultura in marmo raffigurante una figura femminile realizzata dal maestro Andrea Contucci detto il Sansovino nel XVI secolo,rubata dal monumento funebre di Ludovico Euffreducci situato all’interno della Chiesa di San Francesco a Fermo il 30 luglio del 2008, è stata restituita al Museo Diocesano grazie all’opera dei Carabinieri delNucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Firenze. L’indagine che ha permesso il recupero della statua, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, è scaturita da una verifica, effettuata nel maggio 2018, su alcuni beni venduti da una casa d’aste toscana. Grazie alla comparazione delle immagini degli oggetti posti all’incanto, con quelle presenti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, la più completa banca dati di opere d’arte rubate esistente al mondo, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, è stato accertato che la statua risultava rubata dalla Chiesa di San Francesco a Fermo. I successivi sviluppi investigativi hanno permesso di identificare due ricettatori, un fiorentino di anni 40 la cui posizione è ancora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria mentre l’altro è un settantatreenne romagnolo che risulta noto per i suoi precedenti nel settore. Inoltre, da ulteriori indagini svolte dai carabinieri del nucleo TPC è emerso che la statua aveva fruttato già 35mila euro sul mercato illecito e che la base d’asta in cui la statua stava per essere venduta dalla casa d’antiquariato a cui è stata sequestrata, partiva da 50mila-60mila euro. Alla cerimonia di riconsegna dell’opera era presente il Maggiore Lanfranco Disibio, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Firenze, che ha ricordato: “Per me questa è la seconda volta nel territorio fermano. Il 24 agosto del 2017 ero qui per un’operazione opposta a quella odierna: insieme ai miei militari stavamo portando via delle opere in alcune chiese del territorio a causa del sisma. Oggi invece sono qui a restituirvi qualcosa.”. Il maggiore ha evidenziato come sia stato un caso positivo il fatto che l’opera d’arte non sia uscita dai confini nazionali, elemento che avrebbe reso molto più complicate le indagini. Del futuro dell’opera che fa parte di una coppia di statue e di un elmo adornanti il monumento funebre ha parlato invece Alma Monelli, Responsabile Beni Culturali del Museo Diocesano: “le statue e l’elmo verranno ospitati nel Museo Diocesano fino alla riapertura della cappella Euffreducci, un momento che ora non sembra ancora vicino. I lavori della gara di appalto per la Chiesa di San Francesco sono stati aggiudicati ieri, probabilmente inizieranno il 3 dicembre, ma prevedono solo interventi sulla navata centrale e non sulla cappella che, verrà sì messa in sicurezza, ma non aperta al pubblico. Difficile quindi stabilire quando le opere potranno tornare nel loro contesto originario, cioè nella Chiesa. Nel frattempo realizzeremo qui nel Museo Diocesano uno spazio all’interno del quale, oltre alla loro esposizione, ricostruiremo su di un pannello l’intero monumento da un punto di vista visivo.”