(in foto il lancio del progetto REPLICA presso la Fondazione Giorgio Cini)

Sull’isola veneziana di San Giorgio Maggiore è sorto un nuovo centro dedicato alla tecnologia e alla conservazione digitale del patrimonio culturale; si chiama “ArchiVe” (acronimo di “Analisi e Archiviazione del Patrimonio Culturale di Venezia”) ed è stato costituito dalla Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con la Factum Foundation for Digital Technology in Conservation e il Digital Humanities Laboratory dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne, con lo scopo di raccogliere e archiviare un buon numero di dati digitali da lasciare in dote alle generazioni future e di sensibilizzare il mondo intero sull’importanza della tecnologia digitale per la salvaguardia e la diffusione del patrimonio culturale. All’interno del centro, oltre allo sviluppo di nuove tecnologie e software, vengono anche organizzati corsi di formazione, con attività pratiche, sulle quattro fasi di produzione e gestione dei dati digitali: la raccolta (registrazione in loco di manufatti), il trattamento (mediazione digitale attraverso la visualizzazione dei dati, restauro digitale 2D e 3D), l’archiviazione digitale a lungo termine e l’analisi.

Dopo aver lavorato a metà settembre su due opere di Paolo Veronese, ArchiVe attualmente si sta occupando della digitalizzazione del ricco patrimonio culturale della Fondazione Cini, che già da anni, come è possibile leggere sul suo sito web, sperimenta le più avanzate tecnologie di informatizzazione per digitalizzare i propri archivi; nel 2016, ad esempio, è stato lanciato il progetto “REPLICA”, nell’ambito del quale, grazie all’utilizzo dello scanner circolare Replica 360rv, è stata avviata la digitalizzazione dei materiali della Fototeca dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione (un milione di fotografie complessive).