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I musei italiani hanno bisogno di direttori bravi, solo bravi

da | 2 Ott 2018 | Arte e Cultura

Ad una domanda su i direttori dei musei “autonomi” il ministro Bonisoli ha risposto: ”Abbiamo bisogno di direttori bravi, a me interessano bravi, indipendentemente dal passaporto” ed ha precisato: ”Una delle caratteristiche necessarie per essere bravi in Italia e’ la comprensione del modo di lavorare italiano”.

Ciò di cui non abbiamo più bisogno è di prendere dall’estero un direttore straniero soprattutto perché straniero. La scelta di un direttore per un’istituzione culturale come Brera e’ una cosa molto importante e c’e’ bisogno di persone capaci, che abbiano una visione e un approccio moderno” lo ha affermato in occasione della presentazione a Milano del riallestimento delle 38 sale della Pinacoteca di Brera e della conferenza stampa di presentazione della nuova mostra su Hayez e Ingres.

Poi ha proseguito precisando il suo punto di vista:”se si è capaci di apprendere il funzionamento, di entrare nei meccanismi della realtà’ italiana, penso sia un beneficio per tutti. Quando abbiamo visto i risultati dei vari direttori stranieri ci siamo resi conto che alcuni hanno raggiunto risultati interessanti, altri meno.Abbiamo bisogno di direttori bravi che facciano funzionare nel miglior modo possibile l’istituzione museale, non dimentichiamoci che abbiamo tantissimi italiani altrettanto bravi cui dare una possibilità’ qualora abbiano le caratteristiche”.

Infine, sulla riforma Franceschini, Bonisoli ha assicurato che “i direttori avranno una loro autonomia e questo e’ confermato.Quello che stiamo rivisitando e’ esattamente il grado di autonomia e capacita’ gestionali dei vari direttori a seconda del tipo di istituzione che vanno a dirigere. Questo e’ un aspetto della riforma che va messo a punto”.

Riguardo ai tempi il ministro ha indicato che probabilmente tutto dovrebbe precipitare nei primi mesi dell’anno prossimo.

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