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Restaurato un portale in pietra del 1500 a Sambuca di Sicilia

da | 24 Set 2018 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Un portale in pietra è stato restaurato e collocato al suo posto originario a Sambuca di Sicilia, nella piazza dedicata a San Giorgio e oggi intitolata allo scrittore Emanuele Navarro della Miraglia.

Questo portale è stato riportato alla luce dopo sessant’anni; era stato concepito nel 1500 come entrata della Chiesa di San Giorgio, la più antica in città, costruita su una moschea araba all’ingresso del quartiere saraceno. La chiesa era slanciata verso l’altro da due campanili: il primo faceva parte inizialmente del castello di Al Zabut e poi fu inglobato nell’edificio cristiano, mentre il secondo era stato edificato per accogliere l’orologio civico. Ma di questa chiesa dedicata al Santo cacciatore di draghi non vi è più traccia, poiché fu demolita nel 1958. Solo una parte della struttura fu salvata da quelle scelte urbanistiche forse sconsiderate. E ora quella parte è stata restaurata e posta al centro della piazza, con l’aiuto di un sostegno che contrasta con la pietra bianca del portale. Questo restauro non ha ridato vita solo a una pietra, ma anche ai cittadini di Sambuca di Sicilia; riponendo il portale proprio dove originariamente si ergeva la chiesa si è sottolineato come essa sia ancora lì anche non essendoci, perché vive come simbolo culturale e mistico.

«Il portale con la sua riconfigurazione – hanno affermato il sindaco Leo Ciaccio e il vice sindaco e assessore alla Cultura Giuseppe Cacioppo – diventa testimonianza della memoria di un passato e patrimonio culturale identitario per tutta la comunità sambucese». Tra la fanfara dei bersaglieri e giochi pirotecnici, tra cavalieri e amazzoni, i cittadini del “borgo dei borghi 2016” hanno festeggiato due giorni fa durante la cerimonia d’inaugurazione.

Sempre i rappresentanti dell’amministrazione comunale hanno precisato che ci sarà un altro appuntamento all’insegna della cultura: la riapertura della Chiesa Madre edificata nel XV secolo e chiusa nel 1968 a causa di un terremoto. La riapertura, entro fine anno, coincide con il cinquantesimo anniversario del sisma che devastò il Belice.

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