L’altro ieri il Mibac ha comunicato, attraverso una nota ufficiale, che è stata resa operativa l’Unità per la Sicurezza del Patrimonio Culturale; creata a dicembre del 2017 “con l’obiettivo del rafforzamento della generalizzata prevenzione del rischio del patrimonio culturale, sia della massima tempestività ed efficacia di azione in caso di eventi calamitosi”, come si legge nel comunicato dell’allora Consiglio dei Ministri che ne deliberò l’istituzione, non era però mai entrata in funzione. Dopo il crollo del tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma, avvenuto una settimana fa, e della recente caduta di alcuni frammenti delle mura del Passetto di Borgo sempre nella Capitale, viene così presa un’iniziativa che intende potenziare il coordinamento e la cooperazione tra le diverse strutture che operano nell’ambito della sicurezza al fine di una migliore gestione delle emergenze e degli interventi sul campo e di una migliore prevenzione. “La nascita dell’Unità per la Sicurezza del Patrimonio Culturale va nella direzione di quella semplificazione non solo burocratica e amministrativa, ma anche e soprattutto operativa. Tutte le strutture che collaborano alla sicurezza, dalla Protezione civile ai Vigili del fuoco, alle strutture territoriali, ora sanno a chi rivolgersi per tutte le questioni legate alla sicurezza”, ha dichiarato il ministro Bonisoli. Direttore generale della nuova unità, per i prossimi tre anni, è stato nominato Fabio Carapezza Guttuso, già responsabile dell’unità di crisi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. In una recente intervista rilasciata al Tg2 Carapezza Guttuso ha affermato che verrà avviato “un monitoraggio stabile che preveda proprio gli interventi a seconda della loro gravità” e che tra tutti i luoghi in pericolo verrà data precedenza a quelli “maggiormente frequentati dal pubblico e con un valore culturale molto alto”.