“What is a youth?” è il titolo della canzone che risuona all’interno del cortile di Palazzo Piccolomini di Pienza durante la scena del ballo in cui Giulietta vede per la prima volta Romeo. Avrebbe dovuto incontrare Paride scelto dal padre come promesso sposo. Nella ricostruzione cinematografica della tragedia di Shakespeare Palazzo Piccolomini è casa Capuleti. La musica venne composta da Nino Rota, mentre il testo italiano fu scritto da Elsa Morante che preferì non comparire nei titoli, attribuendo i suoi versi a Peppino Caruso, il nome del suo gatto siamese. Il film, celeberrimo, è “Romeo e Giulietta”, diretto nel 1968 da Franco Zeffirelli (classe 1923). Una trasposizione fedele dell’opera teatrale girata in inglese e adattata allo schermo da Franco Brusati, Masolino D’Amico e lo stesso Zeffirelli che racconta la tragica passione d’amore e morte dei due giovanissimi amanti, Giulietta e Romeo, figli di due potenti casate rivali veronesi, i Capuleti e i Montecchi. I protagonisti, scelti dopo un’accurata selezione sono due attori giovanissimi, Olivia Hussey una Giulietta di diciassette anni e Leonard Whiting diciottenne, che rimarranno per sempre modelli di bellezza e eterna giovinezza. A dar loro voce in Italia saranno due grandi attori Anna Maria Guarnieri e Giancarlo Giannini.
Con lo scrupolo che gli è congeniale il maestro Zeffirelli , prima di iniziare le riprese, fece una serie di sopralluoghi in diversi palazzi nobiliari, attento soprattutto alla luce, in cui ambientare la storia che poi venne girata fra Pienza, Gubbio, Tuscania e Artena. E’ lungo le strade e negli interni dei monumenti più rappresentativi di queste località che si muovono gli attori abbigliati con abiti di stoffe preziose liberamente tratti dagli affreschi veronesi di Pisanello e più in generale dalla storia dell’arte tardogotica e rinascimentale della prima metà del Quindicesimo secolo. I costumi di scena vennero realizzati da Danilo Donati che ottenne nel ’69 il premio Oscar, mentre a Pasqualino De Santis andò l’Oscar per la migliore fotografia.
Il grandioso Palazzo Piccolomini, commissionato da papa Pio II nel 1459 all’architetto Bernardo Rossellino, con le sue sale arredate, i mobili, i dipinti, le armi, le sculture divenne per il regista il fondale ideale della storia. L’ ambiente è quello di un palazzo rinascimentale dove il tempo sembra essersi fermato, dove è possibile ritrovare gli usi e i costumi di allora. Zeffirelli adatta solo alcuni ambienti, lasciando però quasi tutto al suo posto, del resto il palazzo che si affaccia sulla piazza della città ideale di Pio II, è il set naturale del film.
Primo impatto nel maestoso cortile costituito da un loggiato a tre arcate. E’ qui che sono sistemate alcune gigantografie fra le più celebri del film. Ed è sempre al pianterreno che viene ricostruita la storia del film nei particolari, con un ricco materiale d’archivio, opuscoli, articoli, rassegna stampa nazionale e internazionale, proveniente dalla Fondazione Zeffirelli (ospitata nel complesso di San Firenze, in origine convento di Filippini e poi Tribunale), a partire dalla ricerca dei luoghi in cui girare, degli allestimenti, degli abiti (ora di proprietà della Fondazione Cerratelli), degli interpreti, fino all’uscita nelle sale e al successo planetario che ne seguì. Anteprima all’Odeon di Londra, alla presenza di Sua Maestà la Regina Elisabetta II il 4 marzo 1968 e in Italia al Teatro Filarmonico di Verona il 19 ottobre 1968.
Il percorso della mostra ha inizio dal cortile e dal giardino pensile e prosegue al piano nobile. Si passa dalla sala d’ingresso alla sala da pranzo, alla sala della musica, alla camera di Pio II, alla biblioteca dove sono posizionati abiti e foto di particolari inquadrature del film girato proprio in quelle stanze. Si procede seguendo le indicazioni di un’audioguida molto accurata per tutto ciò che concerne il palazzo, i suoi illustri abitanti e la sua storia, molto meno per quello che riguarda il film e la mostra. Di cui non si parla. Tutta la parte informativa è a pianterreno
A cinquant’anni di distanza una mostra dedicata a un regista e a un film che hanno segnato un’epoca era doverosa. E in occasione dell’anniversario il 14 settembre a Palazzo Piccolomini si renderà omaggio anche a un altro maestro del cinema oltre Zeffirelli, a Abbas Kiarostami (scomparso due anni fa). E tornerà dopo cinquant’anni in mezzo a costumi e fotografie di scena anche Olivia Hussey che nel cortile potrà assistere a una proiezione del film in dialogo con “Where is my Romeo” nel quale Kiarostami mostra le reazioni e la commozione di una platea di spettatrici iraniane di fronte alla tragedia shakespeariana.
Palazzo Piccolomini – Pienza – Fino al 6 gennaio 2019
Orario: da martedì a domenica 10.00 – 18.30 fino al 15 novembre. Dal 1 dicembre al 6 gennaio10.00 – 16.30 . Dal 16 novembre al 30 novembre il Palazzo è chiuso.
Informazioni: 0577-286300 e www.palazzopiccolominipienza.it