L’Aquila, commissariata anche l’impresa che si è aggiudicata la ricostruzione del Teatro Comunale

da | 30 Lug 2018 | Arte e Cultura

Il prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, su proposta del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, ha decretato la “misura di sostegno e monitoraggio”, per sei mesi, per la società cooperativa L’Internazionale che all’Aquila sta lavorando, da anni, al recupero del teatro comunale, di proprietà del Comune. Lo riporta la testata online “Abruzzo web” . L’impresa, il cui presidente è finito ai domiciliari, ha sede ad Altamura (Bari) e nel 2014 si era aggiudicata i lavori, per un importo complessivo di 5,8 milioni di euro. Il provvedimento segue quello già disposto dal presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), per la società teramana Fracassa Rinaldo srl, impegnata nella ristrutturazione post-terremoto della torre medicea di Santo Stefano di Sessanio, simbolo del borgo alle pendici del Gran Sasso crollata il 6 aprile 2009.
Continua così l’azione della magistratura (sono dodici le gare finite nel mirino della Procura di L’Aquila dall’avvio delle indagini), relativamente all’inchiesta su presunte tangenti finalizzate a facilitare il successo nelle gare d’appalto da parte delle imprese concorrenti e che fino ad oggi vede finire nel registro degli indagati 35 persone ( restati in 26 a conclusione delle indagini), tra imprenditori, funzionari del Ministero dei beni culturali e della Soprintendenza e professionisti, per la ricostruzione di alcune chiese nell’Aquilano e a Sulmona, oltre che dello stesso teatro comunale.
Interessati dalla vicenda penale sono, tra gli altri, tre figure cardine per l’appalto delle opere della ricostruzione: il RUP (il responsabile del procedimento dipendente del Mibac ), un dipendente della cooperativa l’Internazionale, e il presidente della commissione di collaudo che avrebbe avuto il doppio ruolo di presidente della commissione di collaudo e di dipendente dell’impresa.
L’ impresa, che ha chiesto l’archiviazione del provvedimento, ha spiegato, tra le altre cose, “la sopravvenuta carenza del reato presupposto per l’adozione” della misura del prefetto, “dal momento che, in sede di avviso di conclusione delle indagini preliminari, il reato in origine contestato agli indagati è stato derubricato nella contestazione del reato meno grave, non rientrante nel novero dei reati presupposto delle misure anti-corruttive in questione”. A ciò si aggiunge che: “la sopravvenuta revoca di tutte le misure cautelari” e “i soggetti interessati dal procedimento penale, già in epoca antecedente all’avvio del procedimento erano stati estromessi dalla governance dell’Internazionale e quindi non erano e non sono più in grado di condizionare la gestione della società”.
Nonostante le argomentazioni dell’impresa, il 17 luglio si è proceduto alla nomina del commissario.