fbpx

La Cultura Enogastronomica nelle Fotografie Storiche e nella Grafica Pubblicitaria.

da | 25 Lug 2018 | Flash News

In occasione di 2018 Anno del Cibo Italiano, evento promosso congiuntamente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e finalizzato a valorizzare l’intreccio tra cibo, arte e paesaggio, il Comune di Perugia e Munus, presentano Italia a Tavola 1860 – 1960. La Cultura Enogastronomica nelle Fotografie Storiche e nella Grafica Pubblicitaria. La mostra, allestita a Palazzo della Penna e alla Cappella di San Severo racconta, attraverso una ricca selezione di fotografie e locandine pubblicitarie storiche, cento anni di tradizioni, abitudini, gesti pubblici e privati; un documento sull’enogastronomia italiana e sulla cucina d’Italia, sulla produzione alimentare e il suo commercio, relativi ad ogni regione, provincia e città del Bel Paese.
La fotografia – Si tratta di una serie di immagini fotografiche, che vanno dal 1860 ai giorni nostri, nelle quali appaiono scene d’osteria dell’Ottocento come banchetti nei ristoranti dei grandi alberghi della nuova Italia, tavole imbandite per riunioni politiche o per festeggiare matrimoni e anniversari, scampagnate o colazioni all’aperto in montagna o al mare, il cibo scarso nelle città italiane segnate dalla Seconda Guerra Mondiale, i brindisi degli artisti in trattorie storiche e quelli degli innamorati, le balie e le mamme che danno da mangiare ai bimbi e le tavole modeste dei collegi, quanto quelle disciplinate delle caserme militari, i tavoli all’aperto delle gelaterie e delle pizzerie. E ancora: i forni e i fornai, i pescatori con il pesce nelle barche e le pescherie, i contadini che trasportano frutta e verdura in città, prima su carri e poi su furgoni, i negozi che espongono i prodotti a buon mercato e quelli più esclusivi, dalle antiche “pizzicherie” e “norcinerie” alle pregiate pasticcerie, ai ristoranti alla moda come alle “fraschette” dei Castelli Romani o i “bacari” a Venezia. Le regole del cucinare e le sue ricette, il disporre la tavola, sia povera che fastosa, il portare o lo stare a tavola e quindi tutta la storia della cucina dell’alimentazione in Italia è visibile e riconoscibile nelle immagini fotografiche, le sole che legano il mondo dei ricordi all’esperienza contemporanea. La storia d’Italia, come insegnò il grande Pellegrino Artusi con il suo capolavoro “La Scienza in cucina e l’Arte
di mangiar bene”, passa per la cucina e la tavola.
In mostra cento scatti che condurranno i visitatori in un viaggio lungo la penisola, dagli albori della fotografia nella seconda metà dell’Ottocento e fino alla “Dolce Vita” negli anni ’60 del Novecento che, sviluppata cronologicamente, racconterà gli italiani a tavola documentando usi, costumi, tradizioni, momenti storici tra rivoluzione industriale, guerre, rinascita economica, ricchezza e povertà, famiglia e lavoro.
La grafica pubblicitaria – Grazie ad un importante prestito del Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, la mostra racconta, attraverso cinquanta locandine pubblicitarie, l’evoluzione della comunicazione con riferimento alla cultura alimentare in Italia: i brand divenuti “storici”, come Barilla, Campari e Martini; i prodotti del consumo di massa che entrarono nelle case degli italiani, come i cibi in scatola e le bevande gassate; i manifesti propagandistici e i primi esempi di sensibilizzazione sulle tematiche nutrizionali. L’ambito alimentare è tra quelli maggiormente rappresentati, per l’intera cronologia cui i manifesti Salce afferiscono (1844/1962); e la qualità delle proposte pubblicitarie del settore è talora tale da fissare veri caposaldi della storia della grafica illustrata: basti pensare in tal senso all’impegno del futurista Fortunato Depero per la Campari. Tra le opere selezionate per la mostra si annoverano pezzi di grande valore: l’elegante Filippo Omegna per Ferrarelle, per esempio, che in una scena tipicamente belle époque del primo decennio del 900 testimonia di un logo, tuttora esistente, già perfettamente definito; il seduttivo Martini & Rossi di Marcello Dudovich, ancora, scelto tra un consistentissimo novero – si tratta dell’artista più rappresentato in Collezione – che spazia dal Liquore Strega al Cordial Campari alla Colomba Alemagna alla Birra Pedavena; l’esuberante Cirio di Leonetto Cappiello, declinazione tutta mediterranea dell’invenzione del “personaggio idea”; il geniale Barilla di Erberto Carboni, che fissa il logo e i colori aziendali facendo della pasta all’uovo un indimenticabile divertissement.
Interessante poi la pubblicità di regime, con la sua valenza educativa: Raffaele Francisi esorta al consumo di pesce con la forza della grafica incisa e dei contrasti cromatici mentre Giaci Mondaini, nel suo Bevete latte, innova tecnicamente il linguaggio pubblicitario servendosi, tra i primi, della fotografia (forse della piccolissima figlia Sandra, come anche nelle coeve campagne antitubercolari).
Una nota di merito specifica va riservata alle creazioni di Armando Testa, vero dominatore della pubblicità illustrata degli anni ’50 e capace di invenzioni indelebilmente fissate nella memoria di tutti noi, per Paulista e Punt & Mes non meno che per Carpano o per la Simmenthal.
L’annotazione conclusiva è infine per il Bacio Perugina di Federico Seneca, il primo vero art director aziendale della storia pubblicitaria italiana nella Perugia dei Buitoni e degli Spagnoli. La sua giovanile (1922) invenzione per il famoso cioccolatino alla nocciola prendeva in verità le mosse da un amore clandestino e si ispirava alle atmosfere tenebrose dei Baci/Vampiri di Munch; ma, seppure edulcorata nei colori e illuminata da stelline inserite successivamente nel cielo di fondo, l’immagine sopravvive integra e immutato è, soprattutto, il geniale lettering della grande B, morbida e sensuale come il prodotto che la ispira.
Sede: Museo Civico di Palazzo della Penna, Via Prospero Podiani 11, Perugia Cappella di San Severo, Piazza Raffaello, Perugia. Periodo mostra: 27 luglio – 16 settembre 2018

Clicca sul banner per leggere la rivista