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Al via a Torino “Easy Rider”, la mostra che coniuga il motociclismo con l’arte

da | 20 Lug 2018 | Arte e Cultura

Dopo vent’anni esatti dalla mostra “The Art of Motorcycle” al Guggenheim di New York, che registrò un record assoluto di visitatori, Arthemisia e il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude dedicano ai motori su due ruote una nuova consacrazione attraverso un’allestimento espositivo, curato da Luca Beatrice, Arnaldo Colasanti e Stefano Fassone, all’nterno dela Citroneria delle Scuderie Juvarriane, nella Reggia di Venaria di Torino. Questo progetto, che ha dato vita alla mostra “Easy Rider. Il mito della motocicletta come arte”, si prefigge di offrire un viaggio alla scoperta della storia del motociclismo con una rassegna dei modelli che hanno sancito la fama delle più celebri case produttrici (Ducati, Moto Guzzi, Yamaha, Harley-Davidson e molte altre) e una raccolta di opere d’arte, fotografie e locandine di cinema ispirate al mito del viaggio e della conquista della libertà che ha da sempre contraddistinto il mondo delle moto. Tra i modelli di motociclette esposti, alcuni evocano film leggendari, come il chopper di Easy Rider, la Triumph Bonneville che Steve McQueen guidava ne La Grande Fuga, oppure sono bolidi da gran premio, come la MV Agusta di Giacomo Agostini, la Yamaha di Valentino Rossi o la Ducati di Casey Stoner. Altri veicoli, invece, sono il simbolo del viaggio e dell’avventura: la mitica Vespa di Bettinelli che ha percorso 24.000 km da Roma a Saigon o anche le Special che hanno attraversato il deserto di sabbia della Parigi-Dakar. Inoltre, novità nel suo genere, oltre cinquanta modelli di moto dialogano con opere d’arte contemporanea, tra riferimenti espliciti e suggestioni indirette. Tra i nomi degli artisti, Antonio Ligabue con “l’Autoritratto con moto” (1953), Mario Merz con “Accelerazione=sogno” (storica installazione esposta in diversi musei a partire dal 1972), Pino Pascali con “9mq di pozzanghere” realizzati nel 1967. E ancora: Alighiero Boetti con “Rosso Guzzi e Rosso Gilera” (1971), la grande scultura “Vejo” di Giuliano Vangi (2010), le fotografie inedite di Gianni Piacentino “High Speed Memories” (1971-1976), che testimoniano la sua attività nelle corse in sidecar e la scultura “Self Portrait Race” (1991-1993). Autentica chicca sono i dipinti di Paul Simonon, ex bassista dei Clash, appassionato collezionista di moto. Infine, la mostra “Easy Rider. Il mito della motocicletta come arte”, nel suo complesso, è articolata in nove sezioni (“Stile, forma e design italiano”; “Il Giappone e la tecnologia”; “Mal d’Africa”; “La velocità”; “Sì, viaggiare”; “London Calling”; “Il Mito americano”; “Terra, Fango e Libertà”; “la moto e il cinema”) e può essere visitata dal 18 luglio 2018 fino al 24 febbraio 2019.

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