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Assegnato al Maestro Riccardo Muti il prestigioso Praemium Imperiale

da | 12 Lug 2018 | Arte e Cultura

Risponde in video conferenza il Maestro Riccardo Muti appena insignito del Praemium Imperiale, In honor of Prince Takamatsu, il prestigioso riconoscimento internazionale assegnato dalla Japan Art Association a eminenti rappresentanti delle arti: pittura, scultura, architettura, teatro/cinema e musica. L’annuncio, come di consueto, è stato dato in contemporanea mercoledì 11 luglio nei paesi dei Consiglieri internazionali, a Londra, Parigi, Berlino, Tokio, New York e a Roma in un grande albergo di Via Veneto.

Artista di fama internazionale, napoletano, classe 1941, dopo il primo posto al Concorso Cantelli, ha iniziato una carriera che lo ha portato ai più alti livelli nel mondo, dirigendo le orchestre più esclusive. Dalla Philharmonia di Londra alla Philadelphia Orchestra, alla Scala. Attualmente è direttore musicale della Chicago Symphony Orchestra e intrattiene una lunga collaborazione con i Wiener Philharmoniker e il Festival di Salisburgo. Si è dedicato molto alla formazione dei giovani fondando nel 2004 l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e tre anni fa a Ravenna l’Italian Opera Academy per giovani direttori e cantanti.

Muti era a Firenze, festeggiatissimo, dove tutto è iniziato cinquant’anni fa, aveva 27 anni, come direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino (dal 68 all 80). A Firenze ha preso casa, si è sposato, a Firenze sono nati due dei suoi tre figli. E riandando indietro nel tempo, (allora con la regia di Enriquez), il Maestro ha diretto di nuovo il Macbeth di Verdi in forma di concerto. E in uno spazio meraviglioso come la Basilica di San Lorenzo, fra le architetture di Brunelleschi, il pulpito di Donatello, l’altare del Verrocchio e le Tombe Medicee, il ‘Requiem’ di Verdi.

E’ commosso e onorato per un premio così prestigioso (immeritato per uno che si sente solo un divulgatore della musica nel mondo), che viene da una terra che ama molto e a cui è legato fin dal suo debutto con i Wiener nel lontano ’75 e dove è ritornato più volte con altre orchestre. E manda un messaggio di affetto e di amore al popolo giapponese, ‘uno dei grandi ceppi di democrazia nel mondo’. Tutto quello che i giapponesi fanno per l’arte e la cultura è un esempio per tutti i paesi, dice. E’ stato nel paese del sol levante l’ultima volta per i 150 anni delle relazioni diplomatiche fra Italia e Giappone e ci sarà prossimamente per l’Accademia dei giovani direttori che sarà anche a Tokio nel 2019,’20 e ’21. E volentieri risponde alle domande del presidente Lamberto Dini e dei giornalisti in sala.

I premi sono un grande riconoscimento alla carriera ma psicologicamente anche un punto di rinnovamento, un punto per ripartire’ chiede qualcuno. Noi ci rinnoviamo ogni giorno -risponde- ogni giorno cerchiamo di ritrovare nella profondità del messaggio musicale un pezzo di verità, perché nessuno di noi possiede la verità totale di un testo musicale, nella vita nessuno ha la verità, cerchiamo di penetrare nella verità che è oltre le note. Come diceva Mozart la musica più profonda è quella ‘fra’ le note’. E non sfugge a domande. Sul suo impegno sociale, porta la musica nelle carceri, sulla scuola, sulla formazione dei giovani musicisti. ‘Sono cinquant’anni che combatto per l’insegnamento della musica nella scuola’. E sul suo carattere. ‘Spesso ho abbandonato in rotta di collisione con le scelte cervellotiche di certi registi. Non certo Ronconi o Strehler ‘rispettosi del messaggio musicale nel segno della bellezza’. E anche sulla presenza femminile così rara nella direzione d’orchestra. Eppure sono in aumento, sono moltissime nelle orchestre. E’ un po’ come è avvenuto nell’arte.’E’ una donna la mia assistente di Chicago’.

Ogni vincitore riceverà un premio di 15 milioni di yen (circa 117.000 euro), un diploma e una medaglia conferiti dal Patrono Onorario della Japan Art Association, il Principe Hitachi, fratello dell’Imperatore, in una fastosa cerimonia che si terrà il prossimo 23 ottobre al Meiji Memorial di Tokio, presenti gli interessati. Solo a questa condizione è possibile avere il riconoscimento.

Istituito nel 1988 (anche su consiglio del presidente e pittore Amintore Fanfani), in occasione del centenario della Japan Art Association il Praemium Imperiale, considerato il più importante e autorevole al mondo, detto il ‘Prenio Nobel dell’Arte’, per l’estrema serietà della selezione, giunge a compimento dopo una lunga e complessa procedura affidata a sei consiglieri internazionali e ai loro comitati incaricati di proporre la rosa dei nomi. Successivamente i comitati di selezione da quelle rose scelgono i vincitori.

I cinque artisti di quest’anno si aggiungono ai 150 già insigniti del premio. Fra gli italiani figurano Claudio Abbado, Gae Aulenti, Luciano Berio, Cecco Bonanotte, Enrico Castellani, Federico Fellini, Sophia Loren, Umberto Mastroianni, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Renzo Piano, Maurizio Pollini, Arnaldo Pomodoro, Giuliano Vangi e Giuseppe Penone.

Gli altri vincitori del Praemium Imperiale 2018, trentesimo dalla fondazione, sono stati per la pittura Pierre Alechinsky, nato a Bruxelles nel’27, che vive e lavora in Francia, per la scultura Fujiko Nakaya che vive in Giappone dove è nata nel ’33, per l’architettura Christian de Portzamparc nato in Marocco nel ’44, per il teatro/cinema la francese Catherine Deneuve, nata a Parigi nel’43.

Tutte personalità di caratura internazionale, con esperienze a tutto campo nel loro settore, anche se poco note al grande pubblico. A parte le eccezioni. Come la Deneuve famosissima in Italia quanto in Francia. Chi non ricorda ‘Bella di giorno’ di Louis Bunuel del’67, o “L’ultimo metrò” di François Truffaut dell’80 Figlia di due attori di teatro è una star vincitrice di moltissimi premi internazionali, impegnata anche nel sociale.

Architetto e urbanista, il primo francese ad aggiudicarsi a cinquant’anni il Pritzker Prize, Christian del Portzamparc è un architetto e un urbanista che predilige le forme slanciate. Ha raggiunto la fama con il complesso abitativo ‘Les Hautes Formes’ di Parigi e il progetto la ‘Cité de la Musique’ voluto dal presidente Mitterand . Il suo stile immaginifico è caratterizzato dall’audacia, dalla creatività a New York come a Lussemburgo. Specialista in teatri e sale da concerto, attualmente è impegnato nel progetto di un grande teatro a Casablanca. ‘Lo spazio interno deve essere funzionale allo scopo e comodo’, dice.

E’ giapponese la vincitrice del premio per la pittura Fujiko Nakaya, l’ Artista della nebbia, laureata negli Stati Uniti dove ha realizzato i suoi primi dipinti. Nel 66 entra a far parte del gruppo sperimentale E. A. T. che mira a promuovere la collaborazione fra arte e tecnologia. La sua prima ‘scultura di nebbia’, creata utilizzando nebbia artificiale per il Padiglione Pepsi durante l’Esposizione di Osaka, è del ’70. Grande l’interesse per l’ambiente, influenzata dal padre fisico sperimentale. Si è dedicata anche ai video lavorando con Bill Viola. A gennaio 2019 la sua prima grande retrospettiva all’Art Tower Mito in Giappone.

Pierre Alechinski, premio per la pittura, novant’anni portati egregiamente, nel ’49 aderisce al gruppo artistico d’avanguardia ‘CoBrA’. Figura chiave dell’espressionismo europeo, si caratterizza per i colori vibranti. Il suo stile esuberante e ribelle degli anni Settanta non sembra essersi offuscato. E’ il primo cittadino belga e francese insignito del Praemium Imperiale.

Se a catalizzare l’attenzione è ovviamente l’italiano Riccardo Muti (l’ultimo è stato Penone nel ’14), di grande qualità sono anche gli altri quattro premiati, vincitori per i risultati conseguiti, per l’influenza da essi esercitata sul mondo dell’arte a livello internazionale e per il contributo dato alla comunità mondiale con la loro attività. Sono queste infatti, insieme all’originalità, le qualità che il prescelto deve possedere a giudizio dei consiglieri internazionali fra cui figurano personaggi di spicco del mondo imprenditoriale, finanziario e culturale. Attualmente sono Lamberto Dini che guida il comitato italiano, Klaus-Dietrr Lehmann, William H. Luers, Christopher Patten, Jean-Pierre Raffarin e Yasuhiro Nakasone. Jacques Chirac, David Rockeffeller Jr. e François Pinaul sono consiglieri onorari.

Istituita nel ’97, in occasione del decimo anniversario del Praemium, la Borsa di Studio per giovani artisti (un diploma e 5 milioni di yen pari a 38.400 euro) è stata assegnata in passato anche alla ‘JuniOrchestra’ dell’Accademia di Santa Cecilia e all’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole. Quest’anno è andata alla Shakespeare School Foundatione di Londra che promuove il più grande festival di teatro giovanile al mondo. Ogni anno in autunno coinvolge quasi trentamila studenti fra i 7 e i 18 anni provenienti da mille scuole di tutto il Regno Unito inclusi alunni in difficoltà e minoranze etniche. Per due mesi tre quattro scuole a sera portano in scena versioni abbreviate dei capolavori di Shakespeare, ‘Macbeth’, ‘La Tempesta’, ‘Romeo e Giulietta’ in più di 130 teatri professionali. Tra il pubblico persone che forse mai avrebbero potuto fare questa esperienza. In un filmato si vedono i ragazzi giocare gioiosi. ‘Noi adoriamo Shakespeare’, gridano in coro.

www.praemiumimperiale.org

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