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Un nuovo Giorgione alle Gallerie dell’Accademia

da | 26 Giu 2018 | Arte e Cultura

Foto: Giorgione, La Tempesta

Le Gallerie dell’Accademia offrono adesso la straordinaria occasione di vedere riuniti tre dipinti di Giorgione, un tempo tutti parte della collezione veneziana del patrizio Gabriele Vendramin. Si tratta della famosissima Tempesta, della Vecchia e del Concerto o Davide Cantore, opera data in comodato quinquennale da un collezionista privato. Le opere sono state presentate alla stampa, il 26 giugno 2018, presso la Sala XXIII delle Gallerie.

Le tre opere saranno esposte insieme per un mese dopodiché la Vecchia sarà sottoposta a un importante restauro, mentre rimarranno visibili gli altri due dipinti.

L’allestimento temporaneo le vedrà accostate per permettere di cogliere diverse declinazioni dell’arte di Giorgione alle Gallerie: la Tempesta un’innovazione verso la pittura di paesaggio, la Vecchia un ritratto del tempo, il Concerto una nuova monumentalità della figura.

L’itinerario di iniziative e la riflessione che hanno accompagnato l’intenso bicentenario delle Gallerie dell’Accademia trovano una nuova tappa saliente nel deposito quinquennale di questo dipinto così importante per la storia dell’arte e del collezionismo.

Ci onora il gesto di fiducia dei proprietari e la loro scelta lungimirante di accostare il Concerto già Vendramin agli altri dipinti di Giorgione presenti nella stessa prestigiosa raccolta veneziana. L’esperienza della visita del nostro museo sarà da oggi più unica e coinvolgente. Ha affermato Paola Marini, Direttrice delle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Grazie al generoso deposito quinquennale del Concerto da parte del proprietario, le Gallerie dell’Accademia, offrono al pubblico la straordinaria occasione di vedere riuniti tre dipinti di Giorgione, un tempo tutti parte della collezione veneziana del patrizio Gabriele Vendramin (1484 – 1552), discendente di Andrea Vendramin, doge di Venezia dal 1476 al 1478. Gabriele era un raffinato uomo di cultura, committente di Giorgione e di Tiziano – che per lui eseguì il celebre paliotto votivo con il Ritratto della famiglia Vendramin oggi alla National Gallery di Londra. La presenza della Tempesta nella raccolta di Gabriele Vendramin venne annotata nel 1530 da Marcantonio Michiel con la succinta descrizione seguente: ‘El paesetto in tela cum la tempesta, cum la cingana et il soldato, fu de mani de Zorzi de Castelfranco’, che, oltre a cogliere lo straordinario effetto meteorologico dell’imminente temporale, contiene il titolo con cui ancora oggi indichiamo il quadro.

L’esistenza nella medesima collezione di altri due dipinti di Giorgione, la Vecchia e il Concerto, si basa sull’inventario dei beni redatto tra il 1567 e il 1569, dopo la morte di Gabriele Vendramin, dove si registra ‘Il retratto de la Madre de Zorzon de man de Zorzon con suo fornimento depento con l’arme de chà Vendramin’ e un’altra opera di Giorgione ‘con tre grandi teste che cantano’, analizzata più puntualmente in un inventario successivo (1601) come ‘una testa grande e doi altre teste per una banda in ombra come par’.

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