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E’ salva la riforma del Mibact. Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar

da | 25 Giu 2018 | Arte e Cultura

La sentenza del Tar, favorevole al ricorso della soprintendente Giovanna Paolozzi Strozzi (attualmente è soprintendente a Parma) contro la nomina di Peter Assmann a direttore di Palazzo Ducale a Mantova, aveva seriamente messo in difficoltà la stabilizzazione della riorganizzazione del Mibact voluta dall’ex ministro Franceschini. Ora, il Consiglio di Stato ha depositato la sentenza n. 9/2018 che ribalta completamente il giudizio del Tar, dando ragione al Mibact, chiudendo definitivamente ogni contenzioso.

La riforma Franceschini prevedeva l’autonomia di trenta fra musei e siti archeologici, alla cui guida veniva designato un direttore scelto con un bando internazionale e quindi con la possibilità di nominare uno straniero alla guida di un museo in italia. All’esito della selezione, 7 direttori sono stati scelti tra i cittadini stranieri.

A seguito di due ricorsi presentati da candidati esclusi dal bando di selezione del

2014, il Tar accolse la richiesta di annullamento delle nomine per 3 ragioni: 1)

criteri ‘magmatici’ per l’assegnazione dei punteggi; 2) poca trasparenza nelle

procedure di selezione ( i colloqui con i candidati sono stati fatti a parte chiuse ed

a volte via telematica); 3) l’art. 38 della legge 165 del 2001, prevede solo per i

cittadini italiani la possibilità di ricoprire incarichi con l’esercizio diretto o

indiretto dei poteri ovvero non attengono alla tutela dell’interesse nazionale.

Immediata fu la reazione del Mibact che cercò di mantenere al loro posto i cinque direttori interessati dalla sentenza del Tar.

‘Nella procedura di selezione pubblica internazionale’ non si applichino i limiti

previsti dalle norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze della P.a,

che impediscono ai cittadini Ue di accedere a posti che implichino ‘esercizio

diretto o indiretto dei poteri ovvero non attengono alla tutela dell’interesse

nazionale’. E’ questo l’emendamento a firma del relatore Mauro Guerra che fu

presentato in Commissione Bilancio dal PD nella manovrina all’art.22, solo

24 ore dopo che il Tar aveva bocciato la nomina di 5 direttori di musei statali.

L’obiettivo è quello di superare la sentenza del Tar e rimettere le persone al loro

posto.

Quanto invece diversamente stabilito ora dal Consiglio di Stato, in adunanza plenaria, chiude definitivamente la vicenda che si è trascinata per qualche anno.

“La normativa europea (articolo 45 del Trattato di Roma) non consente di escludere un cittadino dell’Unione europea da una selezione pubblica a meno che non si tratti di una posizione caratterizzata dall’esercizio esclusivo o prevalente di poteri autoritativi (es. Magistrati, Militari, Forze di Polizia)’.

Franceschini: “Grazie a tutti i direttori italiani e stranieri che ora potranno continuare il loro lavoro straordinario”

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