Foto: Cristo tra i santi e i padri della Chiesa occidentale e orientale e Scene del Vecchio testamento, navata est. Santa Maria Antiqua, Foro romano (ph. Gaetano Alfano)

Dal 21 aprile, Natale di Roma, il Parco del Colosseo presenta sette nuove frecce al suo arco, luoghi che si vedono raramente o solo su prenotazione, come Santa Maria Antiqua, con gli annessi Oratorio dei Quaranta Martiri e Rampa di Domiziano, altri a singhiozzo come il Museo Palatino, la Casa di Augusto, la Casa di Livia e il Criptoportico Neroniano aperti nel 2014 in occasione del bimillenario di Augusto, altri ancora come la Loggia Mattei e l’Aula Isiaca aperti oggi per la prima volta. Da vedere con occhi nuovi, con qualcosa in più grazie all’impiego di tecnologie che vanno oltre la realtà virtuale fissando l’obiettivo sulla pittura. Raffaello, primo sovrintendente di Roma, nella lettera a papa Leone X, facendo riferimento all’archeologia antica, diceva che quello che vedevamo noi era la carcassa, le ossa, mancava la carne, la pelle, ovvero la pittura.

Filo conduttore dunque la pittura romana dall’età repubblicana e imperiale sul Palatino a quella tardo antica a Santa Maria Antiqua nel Foro, alla pittura rinascimentale nella Loggia Mattei in un percorso espositivo e comunicativo che alle ricostruzioni virtuali aggiunge qualità estetica e coinvolgimento emotivo. Con voce narrante in italiano e inglese. Al visitatore viene consegnata una mappa bilingue con le indicazioni essenziali di ogni luogo, i servizi, gli orari e i giorni di apertura. Visibili tutti i giorni sono solo il Criptoportico Neroniano e il Museo Palatino riallestito in occasione del bimillenario augusteo, gli altri, più delicati e preziosi, sono aperti a giorni alterni. Un doppio percorso dunque, quello del Foro con il Tempio di Romolo, Santa Maria Antiqua, l’Oratorio dei Quaranta Martiri e la Rampa Di Domiziano e quello del Palatino con la Casa di Augusto, la Casa di Livia e l’Aula Isiaca con la Loggia Mattei.

L’itinerario potrebbe iniziare dal Criptoportico neroniano, posto al di sotto dell’area che nel Cinquecento venne ricoperta dagli Horti Farnesiani, che si estende lungo quello che doveva essere uno dei lati della Domus Tiberiana. Lungo le pareti una proiezione immersiva introduce alla pittura e alla decorazione architettonica antica. Sul soffitto la copia della decorazione in stucco, il cui originale si può vedere nel Museo Palatino, nato come antiquarium nell’Ottocento, che apre il visitatore alla conoscenza della trasformazione del colle, là dove Roma ha avuto origine e dove si è stabilito il potere imperiale.

Emozionante la visita della Casa di Augusto arricchita da videoproiezioni che ricostruiscono i lineamenti architettonici, le planimetrie, mettendo in risalto pareti affrescate e pavimenti, mentre una voce narrante accompagna nella visita stanza per stanza. Si passa dalla stanza dei festoni di pino che conserva uno straordinario affresco che raffigura finti porticati che sorreggono festoni di pino, alla stanza delle maschere in cui i colorati affreschi evocano una scena teatrale ellenistica, alla sala, forse una biblioteca privata o sala di ricevimento, in cui il gioco di luci radente ricostruisce il disegno geometrico del pavimento, ai cubicula dai raffinati affreschi, al grande oecus, la sala di soggiorno, e alla sommità di una scala fino allo studiolo, preziosa testimonianza del raffinato gusto decorativo augusteo. Un piccolo ambiente affacciato su Roma dove poter rimanere solo, circondato da una decorazione di gusto alessandrino, cigni, calici, grifi alati, fiori di loto, forse opera di un artista venuto a Roma al seguito dell’imperatore.

Non meno affascinante la Casa di Livia, una ricca domus privata di I secolo a.C. messa in luce nell’Ottocento durante gli scavi e attribuita a Livia in base al nome Iulia Augusta trovato inciso su una tubatura di piombo. Il visitatore viene accolto nell’oscurità, poi man mano gli ambienti si illuminano a rotazione, mentre una voce illustra le storie mitologiche che via via il lighmapping rivela. E’ chiamato “Sala di Polifemo”, il tablino, perché sulla parete di fondo è raffigurato il ciclope che insegue la ninfa Galatea.

La visita “super” (il nome deriva dall’acronimo Seven Unique Places to Experience in Rome), organizzata e promossa da Electa, consente con un biglietto valido due giorni di visitare il Colosseo e accedere al Palatino e al Foro e ai sette siti speciali (biglietto ordinario 12 euro, super 18, acquistabile alle biglietterie e on line). Il progetto, ad onor del vero, era stato annunciato nel luglio dell’anno scorso dalla Soprintendenza, ma la riforma che ha condotto alla creazione del Parco Archeologico e i cambiamenti intervenuti nell’amministrazione hanno rallentato la realizzazione resa possibile anche da una variazione di bilancio di un milione di euro, che ha permesso di disporre di 27 persone in più, selezionate da Ales, per accoglienza e vigilanza in un parco che misura quasi trenta ettari.

Un progetto sperimentale, con visite contingentate, che ha richiesto uno sforzo organizzativo notevole e un lavoro d’équipe, che ha visto coinvolte diverse professionalità. Ad Affiancare Alfonsina Russo, direttore e motore di tutta l’operazione, fra gli altri i funzionari responsabili del progetto Alessandro D’Alessio, Stefano Borghini e Martina Almonte. La Russo che ha in programma un punto ristoro all’ultimo piano del Museo Palatino e ha già istituito un ufficio decoro e presentazione al pubblico, non si nasconde i problemi che presenta un sito così ampio e frequentato da sette milioni di visitatori. Dalle panchine, alla cartellonistica, ai pannelli di orientamento, all’illuminazione, ai distributori di acqua. A forme di abbonamento indirizzate soprattutto ai residenti. Costo previsto dai 25 ai 30 euro l’anno.

Parco Archeologico del Colosseo Roma. Orario estivo: 9.00 – 18.30 (fino al 27 ottobre 2018). Orario invernale: 9.00 – 15.30 (dal 29 ottobre 2018). Informazioni e acquisto biglietti on-line www.coopculture.it e tel. 06-39967700